martedì, 26 Ottobre 2021

Pubblica Amministrazione, le direttive del Ministero per tornare in presenza

Il decreto Brunetta fissa le regole per l'abbandono del lavoro da casa, attivo dall'inizio della pandemia.

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Il ministro Brunetta è determinato, entro il 30 ottobre tornerà il lavoro in presenza della Pubblica Amministrazione, ma con orari flessibili, deroghe al contratto collettivo nazionale, servizi dell’Amministrazione in favore degli utenti.

Più in ufficio che a casa. Così recita il decreto ministeriale Brunetta: “Realizzare il superamento dell’utilizzo del lavoro agile emergenziale come una delle modalità ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dal 15 ottobre 2021, nel rispetto delle vigenti misure di contrasto al fenomeno epidemiologico adottate dalle competenti autorità“. Testo che prosegue sul come tornare al lavoro “di prima” in questa maniera: “le amministrazioni organizzano le attività dei propri uffici prevedendo il rientro in presenza di tutto il personale entro i quindici giorni successivi al 15 ottobre, assicurando, da subito, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza“.

Non basta, però, perché sarà necessario “individuare, anche in relazione alla situazione del proprio ambito territoriale e tenuto conto delle condizioni del trasporto pubblico locale, fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate, anche in deroga alle modalità previste dai contratti collettivi e nel rispetto del sistema di partecipazione sindacale“. La pandemia non è alle spalle, pertanto il decreto ammonisce: “l’amministrazione deve aver previsto un piano di smaltimento del lavoro arretrato, ove sia stato accumulato“. Per recuperare il terreno perduto la bozza prevede gli “specifici obiettivi della prestazione resa in modalità agile“, “le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratore dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità“, “le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità agile“.

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