giovedì, 21 Ottobre 2021

Terremoto di Messina del 1908, via le baraccopoli: dal Governo 200 milioni per smantellarle. Ne resterà soltanto una

La memoria non si cancella, perciò solo una baracca resterà in piedi a ricordare quella calamità naturale. Della questione messinese si è occupato anche il New York Times.

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Istituzioni battono degrado uno a zero. Oggi Messina inizia la sua lotta contro le baraccopoli presenti in città dal 1908, anno del terremoto che la distrusse. Ma la memoria non si cancella, perciò solo una baracca resterà in piedi a ricordare quella calamità naturale. Palpabile la soddisfazione della ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagana: “Ci tengo moltissimo a essere qui a Messina, ho voluto essere nuovamente qui a distanza di mesi perché penso che la vicenda di Messina abbia un valore simbolico per due ragioni. Messina è il simbolo di un modello di governance efficiente. Lo Stato decide, stanza le risorse, il suo rappresentante sul territorio, il prefetto Di Stani e la politica attraverso il sindaco Cateno De Luca realizza. E devo dire che sono stati tutti bravissimi perché in soli pochi mesi hanno messo su un sistema efficiente che porterà presto e sta già portando alle prime demolizioni e ai primi ricollocamenti degli abitanti”.

“La vicenda di Messina ha proseguito la Carfagna è inoltre simbolica perché rappresenta il compito che mi sono data da ministra del Sud: quello di cancellare le vergogne del Mezzogiorno”. Camaro, Giostra, Maregrosso, Tirone non erano solo baracche, ma vere e proprie residenze. Pertanto la titolare del dicastero per il Sud si pone alcuni obiettivi. “Le vergogne della baraccopoli a Messina e delle tante altre vergogne che affliggono il nostro Mezzogiorno: collegamenti che mancano, stazioni ottocentesche, asili nido carenti: di tutto questo ci stiamo occupando e abbiamo avviato un lavoro in questa direzione con grande determinazione”.

Nel rione dell’Annunziatac’era anche il sindaco di Messina Cateno De Luca: “Ci vorranno due anni per togliere tutte le persone dalle baracche e tre per completare il risanamento. Ormai ci siamo abituati alla giornate storiche: questa amministrazione ha impresso un’accelerata alla strategia del risanamento che non ha pari. Abbiamo posto la questione in ambito nazionale e questo ci ha consentito di avere un provvedimento importante da parte del governo Draghi che ringraziamo, così come ringraziamo la ministra Carfagna”. “Nell’attesa dice De Luca che arrivasse questo provvedimento con la nomina del commissario, il prefetto Cosima Di Stani, abbiamo ottenuto oltre 250 milioni di euro di finanziamenti perché abbiamo partecipato a più bandi, e anche questi fondi saranno utili per il risanamento”.

Il quotidiano New York Times si è occupato della questione messinese, ma nel frattempo sono già state smantellate le baracche di Case D’Arrigo e Fondo Saccà. Ora tocca al sindaco della città siciliana spendere i 200 milioni del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del Progetto Pilota di Messina, già stanziati dal governo Draghi.

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