domenica, 24 Ottobre 2021

“Vorrei ma non posso”, sequestrata stamperia clandestina del lusso: marchi falsi per 1,5 milioni di euro

Operai e sartine di etnia cinese realizzavano capi d'abbigliamento che riproducevano i falsi di prestigiosi brand come Burberry e Fendi.

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Una “stamperia del falso” quella sequestrata nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino, a carico di un imprenditore di origine cinese, che aveva allestito un’attività commerciale illegale dedicata alla produzione e alla vendita di capi con marchi contraffatti. Le indagini dei Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego, iniziate dopo un intervento fatto nelle scorse settimane nel quartiere di Porta Palazzo di Torino, hanno condotto i militari fino a Prato, epicentro della milionaria frode in commercio.

Nella cittadina toscana, centro della produzione del c.d. “Pronto Moda“, i Baschi Verdi torinesi hanno individuato l’opificio in cui operai e sartine di etnia cinese realizzavano migliaia di capi d’abbigliamento che riproducevano falsamente i prestigiosi brand delle note case di moda “Burberry” e “Fendi” per l’esportazione in Francia, Germania e Polonia e la distribuzione nei poli commerciali di Torino, Milano e Roma.

I Finanzieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno sequestrato l’intero padiglione, trovando all’interno oltre 200mila marchi contraffatti a “stampa sublimatica diretta su tessuto”, 270 chilometri di tessuto in acrilico e cotone destinati a stampa serigrafica e 10 macchinari industriali (tra cui plotter, macchine per cucire, stampanti e stiratrici) necessari alla creazione, alla cucitura e al confezionamento dei prodotti falsi, denunciando così l’imprenditore alla locale Autorità giudiziaria per produzione di marchi contraffatti.

La commercializzazione dei beni avrebbe consentito di realizzare un guadagno illecito superiore al milione e mezzo di euro. L’operazione rientra nell’ambito della continua azione di contrasto alla contraffazione realizzata dalla Guardia di Finanza attraverso il controllo economico-finanziario del territorio, in modo da tutelare non solo i consumatori e la loro salute, ma anche il diritto d’autore, gli imprenditori onesti ed i poli produttivi che rispettano le regole eliminando pericolose distorsioni delle corrette dinamiche dell’economia di mercato.

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