martedì, 19 Ottobre 2021

Nel furgone orate branzini e trote non tracciate: sequestrati 15 quintali di pesce multato caminista

Le 3150 confezioni di pesce violavano le norme sanitarie e quelle sulla tracciabilità dei prodotti alimentari ed erano destinate alla commercializzazione illegale nel nord Italia.

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Rovigo hanno fermato un camion frigo che trasportava prodotti ittici privi della documentazione commerciale, procedendo al sequestrato di 15 quintali di pesce, in violazione delle norme sanitarie e di quelle sulla tracciabilità dei prodotti alimentari. Il camion, utilizzato per trasportare una grande quantità di pesce, è stato fermato lungo una strada secondaria del basso Polesine, poco frequentata e, presumibilmente, scelta per sottrarsi ai controlli delle Fiamme Gialle.

Dopo un controllo, i finanzieri hanno riscontrato che il carico non presentava alcuna documentazione commerciale e che tutte le 3150 confezioni di pesce violavano le norme sanitarie e quelle sulla tracciabilità dei prodotti alimentari. Al termine dei riscontri, ai quali hanno partecipato anche i funzionari del Servizio Veterinario della ULSS 5 Polesana, i finanzieri hanno proceduto al sequestro di 15 quintali di pesce, costituiti da 390 confezioni di trota, 410 confezioni di branzino, 210 confezioni di orata singola, 840 confezioni di orata doppia, 520 confezioni di imperiale e 780 confezioni mare.

La normativa in materia, infatti, prevede che i prodotti ittici destinati al consumo alimentare debbano essere corredati delle informazioni sulla zona di pesca e sulle imprese della filiera che sono intervenute in tutte le fasi della produzione e commercializzazione. In mancanza di tali informazioni, fondamentali ai fini del tracciamento, il prodotto non può essere oggetto di consumo umano e, quindi, deve essere destinato alla distruzione. L’esame della documentazione rinvenuta all’atto del controllo e gli ulteriori accertamenti eseguiti nell’immediatezza hanno consentito di constatare che l’intera partita era destinata alla commercializzazione illegale nel nord Italia. Al trasgressore è stata comminata una sanzione amministrativa.

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