venerdì, 30 Luglio 2021

Padova, Centro Ingrosso Cina nei guai: Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro

Nel corso delle indagini è stato possibile risalire ad un capannone in città, appartenente alla stessa società.

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I Baschi Verdi appartenenti alla Guardia di Finanza di Padova hanno sequestrato beni ad un Centro Ingrosso Cina, dal valore di oltre 5 milioni di euro.
La società aveva immesso sul mercato complementi di arredo per uffici e negozi, privi però delle indicazioni previste dal Codice del consumo ai fini della valutazione e della prevenzione dei rischi derivanti dal loro utilizzo.
Durante la perquisizione sono stati sottoposti a sequestro amministrativo 500mila articoli come vetrinette per esposizioni, espositori di monili, manichini, blister, organizer, ecc, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori.
Durante le indagini, la Guardia di Finanza ha individuato un ulteriore locale a Padova, appartenente alla medesima società; nel capannone è stata ritrovata la stessa merce sequestrata nel negozio all’ingrosso.
I Baschi Verdi hanno provveduto a sottoporre a sequestro ulteriori 18 milioni di articoli pericolosi, per un valore commerciale di 5 milioni di euro circa, commercializzati in violazione delle norme dettate dal Codice del Consumo, che impone precise prescrizioni a produttori e distributori in ordine alla conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea.
Il materiale sequestrato veniva importato dalla Cina, per poi essere smerciato in altri Paesi dell’Unione Europea, come Paesi Bassi e Spagna, e successivamente distribuiti in Italia.
Arrivavano nel nostro Paese senza alcuna indicazione circa i dati dell’importatore o del produttore, la denominazione merceologica, la presenza di sostanze o materiali pericolosi e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la sicurezza dei consumatori.

Il legale rappresentante della società è stato segnalato alla competente Camera di Commercio per l’irrogazione della prescritta sanzione amministrativa fino a un importo massimo di 30mila euro, unitamente alla confisca della merce da ritirare dal mercato.

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