martedì, 19 Ottobre 2021

A Ginevra summit in corso tra Biden e Putin

La riunione attualmente in corso a Ville le Grange a Ginevra, vedrà impegnati i due leader per 4/5 ore.

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“Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia” ha detto Biden, “Ci sono molte questioni che si sono accumulate, spero che il nostro incontro oggi sia produttivo” ha risposto Putin, come antipasto di ciò che si sta vivendo in queste ore a Villa La Grange a Ginevra, dove è in corso un summit tra il presidente degli Stati Uniti e il leader russo.
L’incontro dovrebbe durare 4/5 ore, con i due capi di stato accompagnati dai rispettivi ministri degli Esteri. A seguire si affronterà una riunione allargata, in cui Biden e Putin avranno cinque consiglieri a testa.
Molti gli argomenti sul tavolo, con l’agenda dei negoziati sull’asse Stati Uniti e Russia “troppo vasta” da poter essere esplicata in qualche ora, con la conseguenza che i colloqui dureranno “Per tutto il tempo che i presidenti riterranno necessario” ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, “Nessuno sta ponendo limiti di tempo ai presidenti, sarà completamente una loro scelta”.
La Russia non si aspetta di certo che la questione riguardante il controllo degli armamenti sia stabilita entro oggi, ma di fatto “il tempo stringe” e quindi Mosca si augura che oggi ci si possa accordare sulla stabilità strategica, ponendo le basi dei negoziati, “Su come iniziare, quando e nel quadro di quali meccanismi” afferma Peskov.

Biden e Putin, durante il vertice, prenderanno una decisione sul ritorno degli ambasciatori, rispettivamente a Washington e Mosca.
“Gli ambasciatori partecipano ai negoziati da entrambe le parti, sono membri delle delegazioni ufficiali. Sono stati lontani dal loro principale luogo di lavoro per diversi mesi ormai e, naturalmente, i presidenti dovrebbero prendere una decisione oggi sul futuro dei capi delle missioni diplomatiche”, ha comunicato Peskov in un’intervista a Primo Canale, ripresa da Interfax.
A Ginevra si parlerà anche di diritti umani, come nel caso dell’attivista Alexei Navalny, uno dei punti critici di Putin più conosciuti, attualmente in galera e una stretta sempre più soffocante su agibilità dell’opposizione e libertà d’informazione; oppure il gran tradimento dell’Occidente, che promise, secondo il leader russo, di non spostare più a est i confini della Nato e poi ha fatto esattamente il contrario.
Al termine dell’incontro non ci sarà nessuna conferenza stampa congiunta ma dichiarazioni separate ai giornalisti, con una scelta maturata dagli americani, secondo il Cremlino.

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