giovedì, 24 Giugno 2021

Covid, Gentiloni: “Prevediamo una forte crescita sia nel 2021 che nel 2022”

Il commissario europeo per gli Affari economici porta buone notizie all'Italia. Ma bisogna saper cogliere l'occasione presentata dal Pnrr

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Arrivano notizie confortanti da Bruxelles. “L’ombra del Covid-19 sta cominciando a ritirarsi dall’economia europea. Dopo un inizio anno debole, prevediamo una forte crescita sia nel 2021 che nel 2022“. Commenta così le previsioni economiche di primavera Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici.

L’economia crescerà in modo robusto quest’anno e il prossimo“. Per l’ex Premier “le prospettive sono migliori delle attese per due fattori: un rimbalzo più forte del previsto nell’attività globale e nel commercio, e l’impulso del Recovery che è stato incorporato alle previsioni“. Per l’Italia, che ha un tasso di crescita molto basso, il piano di ripresa può rivelarsi una ghiotta occasione se il nostro Paese riuscirà ad attuare i piani di riforme ed investimenti previsti. “È qui che si gioca la possibilità per l’Italia di tornare non solo a livelli pre crisi, ma di continuare a crescere”: il contributo del Pnrr alle stime di crescita e a rendere quest’ultima più duratura è evidente, secondo Gentiloni. “Si prevede una crescita del Pil italiano del 4,2% quest’anno e del 4,4% l’anno prossimo, un rialzo rispetto alle precedenti stime. Il debito pubblico nel 2021 crescerà fino a toccare quota 159,8% in rapporto al Pil per poi calare al 156,6% nel 2022“.

Sull’Europa, il Commissario parla di rischi “ampiamente bilanciati” sulle prospettive economiche, “mentre nelle precedenti previsioni erano sbilanciati al ribasso“. Si respira un certo ottimismo, ma l’incertezza resta. “La ripresa non è più in miraggio, dobbiamo evitare errori” mette in guardia Gentiloni. A preoccupare è però un rischio reale di peggioramento della povertà e dell’esclusione sociale. “Il sostegno fiscale senza precedenti è stato e rimane essenziale per aiutare i lavoratori e le aziende europee a superare la tempesta. Il corrispondente aumento dei disavanzi e del debito dovrebbe raggiungere il picco quest’anno prima di iniziare a diminuire“.

La parola d’ordine resta vaccinare. “Mantenere un passo rapido nelle vaccinazioni nell’Ue sarà cruciale per la salute dei nostri cittadini e anche per l’economia“. Allo stato attuale, oltre il 76% degli abitanti dell’Unione con almeno 80 anni di età hanno ricevuto almeno una dose di vaccino; più della metà sono vaccinati completamente. Gentiloni preavvisa che la Commissione si aspetta un’evoluzione della pandemiain un modo che consenta un allentamento marginale delle restrizioni nel corso del secondo trimestre, cosa che già osserviamo in un certo numero di Paesi“.

Allarme per Danimarca e Lussemburgo: “Nel 2021 dovrebbero registrare un deficit inferiore al 3% del Pil“. Nel 2022, invece, “si prevede che 15 Stati membri registreranno ancora un disavanzo superiore al 3% del Pil” avverte il Commissario. “Nel 2021, il rapporto debito/Pil dovrebbe raggiungere un picco intorno al 95% nell’Ue e al 102% nell’eurozona, prima di diminuire leggermente nel 2022” aggiunge. “Il rapporto debito/Pil dovrebbe rimanere superiore al 100% in sette Stati membri: Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro e Portogallo“.

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