martedì, 11 Maggio 2021

Covid, variante indiana rilevata in 17 Paesi. Galli: “Preoccupa parecchio”

La variante indiana sta prendendo sempre più piede negli ultimi giorni, arrivando in 17 paesi, tra cui l'Italia.

Da non perdere

Massimo Galli, il responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Agorà’ su RaiTre, risponde alla domanda sul rischio legato a questa nuova variante: “Non sappiamo molto sulla variane indiana; in quel Paese c’è stata una impennata molto forte della pandemia ma c’è anche una popolazione di 1,3 mld di abitanti. Evidentemente preoccupa parecchio dal punto di vista dell’evoluzione fenomeno, ma ci sono anche condizioni locali molto particolari.”

Ciò non toglie, però che, secondo quanto ci riporta l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel suo bollettino settimanale sulla pandemia, la variante indiana è stata rilevata in almeno 17 Paesi, fra cui l’Italia. La mutazione del virus che vede un’accelerata diffusione in India, identificata anche come ‘variante B.1.617’, è stata rivelata in oltre 1.200 sequenziamenti caricati sulla banca dati internazionale GISAID ( un’iniziativa scientifica globale che fornisce accesso ai dati genomici dei virus influenzali e del coronavirus), non manca di evidenziare l’OMS.

Paesi in cui la variante ha messo piede in maniera molto rapida e con più frequenza sono: India, Stati Uniti, Regno Unito Singapore ma anche Belgio, Svizzera, Grecia e Italia. Questo, come ha affermato Galli preoccuperebbe parecchio ed è stata infatti, già etichettata come ‘più pericolosa del virus originale’, essendo, a quanto è parso, più contagiosa e letale.

Ultim'ora