martedì, 28 Settembre 2021

Omicidio Cerciello, il pm: “L’ergastolo non è un trofeo ma una giusta pena”

L’accusa aveva già chiesto la condanna all’ergastolo di Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth per l'omicidio di Cerciello.

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Omicidio Cerciello: il pm Maria Sabina Calabretta durante il processo per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri, ha chiarito: “L’ergastolo non è un trofeo da esibire ma una giusta pena, davanti a fatti così tragici nessuno vince e nessuno perde”.

Mario Cerciello Rega fu ucciso con undici coltellate il 26 luglio del 2019 a Roma, ad opera di due giovani americani, Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, per i quali l’accusa aveva già chiesto la condanna all’ergastolo.

Nessuno sconto quindi per i due giovani, a detta della pm, per l’omicidio Cerciello. Seppur senza premeditazione, a quell’appuntamento avevano portato un coltello da guerra e dopo un giro di perlustrazione, a volto coperto e in simultanea, hanno aggredito i due carabinieri, Cerciello e Andrea.

Ha proseguito Calabretta: “il ruolo di Natale è egemonico, lui organizza tutto, prima, durante e dopo l’omicidio. Lui ha ‘attivato’ Elder, ha visto Cerciello a terra, ha sentito i suoi gemiti. Quindi sono tornati con calma in albergo come se niente fosse e lì Natale ha aiutato Elder a nascondere il coltello.”

Aggiungendo infine che: “In meno di 30 secondi è stata tolta brutalmente la vita a un uomo con un 11 fendenti. Il processo ci ha fornito la prova che i due carabinieri si sono qualificati e hanno mostrato il tesserino. L’unica menzogna detta da Varriale è sul possesso della pistola, ma davanti al pm ha ammesso che non era armato quella sera, avrebbe potuto non dirlo, ma l’ha detto per portare un contributo alla ricostruzione dei fatti, e non gli è costato poco”.

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