sabato, 15 Giugno 2024

Negoziati per Gaza a Doha, Usa: “Attendiamo risposta Hamas”. Attacchi e tensioni in Libano.

I paesi coinvolti Egitto, USA e Qatar, sono in cerca di un accordo per la tregua da proporre ad entrambe le parti.

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È in corso l’ennesimo tentativo di proporre negoziati di tregua sulla striscia di Gaza. I paesi coinvolti Egitto, USA e Qatar, sono in cerca di un accordo per la tregua da proporre ad entrambe le parti. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, comunica che “Israele ha accettato la proposta” elaborata dall’amministrazione dell’attuale presidente Joe Biden e nel frattempo Hamas non ha ancora dato una risposta.

Il ruolo dell’Egitto e del Qatar nei negoziati di tregua si vedrà prossimamente quando a Doha le controparti qatariote e americane incontreranno un delegazione egiziana in una data ancora da stabilire. Sempre secondo Sullivan “Hamas potrebbe decidere che sia semplicemente meglio lasciare che la guerra, la sofferenza e la violenza continuino” oltre che “l’onere ricade su Hamas e rimarrà su Hamas finché non avremo una risposta formale da loro”. Il consigliere sottolinea che il fatto che le forze palestinesi rifiutino gli accordi  “non sarebbe del tutto inusuale per un gruppo terroristico feroce e brutale” ma si augura di “porre fine a questa guerra” e di “permettere il ritorno di tutti gli ostaggi e ottenere un’onda di assistenza umanitaria”.

La risposta di Hamas arriva da un suo alto funzionario in Libano, Osama Hamdan, il quale dichiara che la risoluzione non è accettabile senza avere “una posizione chiara da parte di Israele sul cessate il fuoco permanente” insieme ritiro di truppe israeliane da Gaza. Lo scambio dei prigionieri è rinviato finché le forze di difesa israeliane non fermeranno la guerra.

Altre novità riguardo il conflitto arrivano dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, da dove giunge un inaspettato provvedimento, che vede sanzionare la Corte Penale internazionale dell’Aia a seguito della sua richiesta di cattura del primo ministro israeliano Banjamin Netanyahu con il suo ministro della difesa Yoav Galant. I voti per l’approvazione erano 247, in maggioranza repubblicana con 42 voti dei democratici.

Dal Libano arrivano altre notizie preoccupanti: questa mattina alle ore 8.34, un cittadino siriano ha sparato con armi leggere contro l’ambasciata statunitense. I militari libanesi, sono prontamente intervenuti ferendo e arrestando l’uomo che è stato successivamente trasferito in ospedale. Sempre in Libano, le “Israelian defense forces” hanno sferrato un attacco verso cinque aree in territorio libanese: Ayta ash Shab, Odaisseh, Zabqin, Blida e Markba. Il capo di Stato Maggiore d’Israele dichiara pronto l’esercito “per un offensiva nel nord contro Hezbollah”. Nell’attacco sono stati colpiti tre edifici militari e due siti di lancio missilistici.

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