sabato, 20 Aprile 2024

Gaza, attacco Iran imminente: la Cia avverte Israele. Biden e Netanyahu in colloquio oggi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo Al Mayadeen, la Cia avrebbe informato le autorità israeliane di un possibile attacco imminente da parte dell'Iran, entro le prossime 48 ore.

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Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo Al Mayadeen, la Cia avrebbe informato le autorità israeliane di un possibile attacco imminente da parte dell’Iran, entro le prossime 48 ore. L’attacco sarebbe previsto come un’azione combinata utilizzando droni e missili da crociera, mirati a colpire punti strategici in Israele. L’obiettivo dell’Iran sarebbe quello di dimostrare la capacità di rispondere alle sfide, ma con attenzione a non aggravare ulteriormente una situazione già tesa.

In risposta a queste minacce, oggi è previsto un colloquio tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Il colloquio, riportato da Axios citando fonti israeliane, giunge dopo le tensioni recenti e le critiche mosse da Biden verso Israele.

Le critiche del presidente degli Stati Uniti sono arrivate dopo un attacco delle Forze di Difesa Israeliane a Gaza, durante il quale sono rimaste uccise sette persone che lavoravano per l’organizzazione benefica World Central Kitchen (Wck). Biden ha espresso preoccupazione per la sicurezza degli operatori umanitari e ha richiesto un’indagine rapida e trasparente sull’incidente.

Anche il capo del Pentagono, Lloyd Austin, ha sollevato critiche simili durante una conversazione con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, chiedendo a Tel Aviv di compiere passi concreti per proteggere gli operatori umanitari e i civili palestinesi a Gaza.

In risposta alle richieste di indagine indipendente avanzate dalla World Central Kitchen, Israele è stato sollecitato a conservare tutte le prove relative all’attacco, che ha colpito un convoglio umanitario ben contrassegnato. Il fondatore della Wck, José Andrés, ha sottolineato la necessità di una chiara indagine per determinare la verità su quanto accaduto e prevenire futuri attacchi contro gli operatori umanitari.

Nel frattempo, il leader dell’opposizione e ministro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, ha chiesto elezioni a settembre, ma ha incontrato il rifiuto categorico del Likud, il partito di Netanyahu. Il Likud ha ribadito la sua intenzione di rimanere al potere fino a quando gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti, respingendo la richiesta di Gantz come politica meschina in un momento critico per Israele.

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