lunedì, 15 Aprile 2024

Gaza, lettera di 800 funzionari USA ed europei: sotto accusa Israele per genocidio

Più di 800 funzionari degli Stati Uniti ed Europei hanno firmato una dichiarazione, nota come "Dichiarazione Transatlantica", accusando Israele di condurre operazioni militari senza limiti a Gaza, definendo il blocco degli aiuti e le azioni militari come fattori che mettono a rischio la vita di migliaia di civili.

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Più di 800 funzionari degli Stati Uniti ed Europei hanno firmato una dichiarazione, nota come “Dichiarazione Transatlantica”, accusando Israele di condurre operazioni militari senza limiti a Gaza, definendo il blocco degli aiuti e le azioni militari come fattori che mettono a rischio la vita di migliaia di civili.

Nella dichiarazione, resa pubblica dalla BBC, si sostiene che Israele non abbia mostrato “alcun limite” nelle sue operazioni militari a Gaza, causando decine di migliaia di morti civili prevenibili. Gli autori della dichiarazione denunciano anche il “blocco deliberato degli aiuti” nella striscia di Gaza, affermando che questa pratica ha messo “migliaia di civili a rischio fame e morte lenta”.

La dichiarazione avverte che le politiche dei governi degli Stati Uniti ed Europei potrebbero essere complicità in gravi violazioni del diritto internazionale, crimini di guerra e addirittura pulizia etnica o genocidio. I firmatari ritengono che le amministrazioni stiano rischiando di essere complici di “una delle peggiori catastrofi umane di questo secolo”.

Il ministro francese dell’Agricoltura, Marc Fesneau, ha affermato che gran parte della crisi è alle spalle, ma ha riconosciuto che esistono ancora nodi da sciogliere che hanno scatenato la protesta. Questa dichiarazione trasatlantica, però, rappresenta un significativo segnale di dissenso all’interno dei governi di alcuni dei principali alleati occidentali di Israele.

Nonostante le richieste degli autori della dichiarazione, le identità dei firmatari non sono state rese pubbliche, ma la BBC riporta che quasi la metà di essi sono funzionari con almeno un decennio di esperienza governativa. Uno dei firmatari, un funzionario del governo americano con più di 25 anni di esperienza nel campo della sicurezza nazionale, ha denunciato il “continuo rigetto” delle loro preoccupazioni.

Parallelamente, l’ONU ha lanciato l’allarme sulla situazione a Rafah, nel sud di Gaza, definendola una “pentola a pressione della disperazione”. Migliaia di persone fuggono da Khan Yunis e altre parti della Striscia, aumentando i timori di una nuova offensiva israeliana nella regione.

La dichiarazione trasatlantica rappresenta un nuovo capitolo nella crescente critica internazionale nei confronti di Israele e delle azioni intraprese nella regione di Gaza, mentre la comunità internazionale cerca di trovare una soluzione alle complesse questioni legate al conflitto israelo-palestinese. Resta da vedere come risponderanno le autorità israeliane e quale impatto avrà questa accusa sulla politica internazionale.

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