domenica, 14 Aprile 2024

Roma, omicidio di Alexandru Ivan: fermato un secondo indiziato

L'uomo è stato rintracciato dai carabinieri e fermato presso l'abitazione di una zia, dove si era nascosto. Fedina penale con precedenti reati contro il patrimonio, armi e droga.

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La terribile vicenda che ha come vittima il quattordicenne romano Alexandru Ivan, sembra aver avuto un’ulteriore svolta. Il secondo fermato per l’omicidio del giovane, è il trentenne Dino Petrow. L’uomo è stato rintracciato dai Carabinieri e fermato presso l’abitazione di una zia, dove si era nascosto. Fedina penale con precedenti reati contro il patrimonio, armi e droga.

La ricostruzione dei fatti
Il caso è scoppiato la notte fra venerdì 12 e sabato 13 gennaio. Alexandru Ivan, il compagno ventinovenne della madre e altri familiari, si trovavano in un bar in via Casilina per festeggiare il compleanno della madre e di uno zio. Il patrigno della vittima e un ragazzo hanno iniziato a litigare pesantemente all’interno del locale, alchè il 29enne è uscito per fare una telefonata, con il fermato. I due hanno concordato un incontro nella zona della metropolitana della fermata Pantano, a Monte Compatri, alle porte di Roma.

All’arrivo di un’auto, sono stati sparati diversi colpi di armi da fuoco, uno dei quali ha colpito e ucciso il quattordicenne. In seguito alle prime indagini, sono stati identificati solamente due persone: il trentenne e il cugino ventiquattrenne, Corum Petrow.

Il ventiquattrenne, dichiara tramite legali, di non essere responsabile dell’omicidio, dato che non era presente nella macchina da cui sono partiti i colpi di pistola: ‘I colpi proiettili sono stati esplosi da un’altra autovettura Ford Fiesta grigia e poi è sopraggiunta un’altra auto ancora di colore giallo. Io e mio cugino siamo arrivati dopo e ci trovavamo su una Lancia Y.’

Continua il legale, Luca Guerra : “Lo zio della vittima conosce chi ha sparto e li ha identificati fotograficamente”. Guerra sostiene Petrow non fosse in quella macchina e, nè lui nè il cugino, siano i veri colpevoli dell’omicidio.

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