domenica, 14 Aprile 2024

Israele-Hamas, aumentano le tensioni nel Medio Oriente: la possibilità di una guerra totale

Eventi recenti hanno contribuito ad accrescere le possibilità di una diffusione del conflitto, con raid statunitensi a Baghdad e attentati rivendicati dall'ISIS nel quadro delle commemorazioni per il quarto anniversario della morte di Qassem Soleimani.

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Il Medio Oriente è nuovamente al centro delle tensioni, con il conflitto tra Hamas e Israele, innescato dalla tragica strage del 7 ottobre, che ora rischia di coinvolgere l’intera regione. Le fiamme della guerra si stanno propagando, aprendo nuovi fronti potenzialmente disastrosi, inclusi gli scontri tra Israele e Hezbollah e le crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti. Nel Mar Rosso, la situazione è tesa a causa degli attacchi degli Houthi dallo Yemen e delle presenze navali di Teheran e Washington, aumentando il rischio di uno scontro diretto.

Tuttavia, nonostante il crescente timore di una guerra su vasta scala, ci sono fattori economici, politici e militari che lasciano sperare in una soluzione pacifica. Eventi recenti hanno contribuito ad accrescere le possibilità di una diffusione del conflitto, con raid statunitensi a Baghdad e attentati rivendicati dall’ISIS nel quadro delle commemorazioni per il quarto anniversario della morte di Qassem Soleimani.

Inoltre, si intensificano gli scontri tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese, e il ministro della Difesa israeliano ha avvertito della necessità di trovare un’intesa diplomatica con Hezbollah per evitare una nuova realtà nel fronte settentrionale.

Nonostante ciò, esperti indicano che gli attori coinvolti hanno motivi concreti per evitare un’escalation verso una guerra aperta. Israele è già impegnato in un’operazione militare a Gaza, e una guerra più ampia con Hezbollah potrebbe comportare costi economici elevati e gravi rischi per i cittadini israeliani. Gli Stati Uniti, nel contesto delle elezioni presidenziali, stanno cercando di mantenere il controllo della situazione attraverso strategie mirate.

Il segretario di Stato Antony Blinken sta lavorando per ridurre le tensioni tra Israele e Hezbollah, mentre il Libano teme una catastrofe che aggraverebbe la sua già precaria situazione politica ed economica. Le forze statunitensi in Siria e Iraq sono esposte agli attacchi di proxy iraniani, ma l’amministrazione Biden cerca di stabilire un deterrente efficace senza innescare una polveriera.

L’Iran, pur avendo una vasta rete di gruppi per esercitare pressione su Israele e gli Stati Uniti, potrebbe preferire questa strategia rispetto a un coinvolgimento diretto in un conflitto. Hezbollah, con il suo arsenale di razzi, rischierebbe un significativo declino dell’influenza regionale dell’Iran in caso di guerra su vasta scala.

In questo contesto delicato, la comunità internazionale rimane in allerta, sperando che la ragione prevarrà sulle tensioni crescenti, evitando così una catastrofe imminente.

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