giovedì, 29 Febbraio 2024

Gaza, orrore e violenza: gli atroci dettagli degli attacchi del 7 ottobre in Israele

Le atrocità commesse il 7 ottobre rappresentano un doloroso capitolo di violenza, con famiglie in cerca di giustizia e il mondo intero indignato di fronte a tali crimini inaccettabili.

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Nelle drammatiche ore seguite agli attacchi di Hamas nel sud di Israele del 7 ottobre 2023, emergono racconti angoscianti di violenza sessuale perpetrata contro le donne. Una dettagliata inchiesta condotta dal New York Times, protrattasi per due mesi, ha rivelato orrori inimmaginabili, con segnalazioni di violenza sessuale e mutilazioni in diversi luoghi bersaglio dei terroristi.

Una delle vittime, Gal Abdush, madre di due figli, è scomparsa durante un rave che è diventato un luogo di massacro. Un video virale, girato da una donna alla ricerca di un amico disperso, ha mostrato Gal Abdush sdraiata per strada, parzialmente vestita, con il viso irriconoscibilmente bruciato. Gli investigatori israeliani ritengono, in base a prove video, che Gal Abdush sia stata vittima di violenza sessuale. La sua storia è diventata simbolo degli orrori inflitti alle donne israeliane durante gli attacchi.

L’indagine ha individuato almeno sette luoghi in cui donne e ragazze israeliane sembrano essere state aggredite o mutilate sessualmente. Il New York Times ha intervistato oltre 150 persone, tra testimoni, personale medico, soldati e consulenti in materia di stupro, ottenendo un quadro completo della diffusa violenza di genere avvenuta il 7 ottobre.

Il terrore si è diffuso durante il rave, nelle basi militari lungo il confine di Gaza e nei kibbutz. Testimoni hanno raccontato scene esplicite di donne violentate e uccise lungo la Route 232, l’autostrada dove è stato ritrovato il corpo di Gal Abdush. Secondo il New York Times, medici e volontari hanno scoperto più di 30 corpi di donne e ragazze in uno stato simile a quello di Gal Abdush, con segni di abuso nelle zone genitali.

L’articolo del New York Times ha anche menzionato fotografie e video inquietanti, tra cui il cadavere di una donna con chiodi conficcati nelle cosce e nell’inguine. Un altro video, fornito dall’esercito israeliano, mostrava due soldatesse morte in una base vicino a Gaza, con ferite dirette alle zone genitali.

Hamas ha respinto le accuse di violenza sessuale, suscitando indignazione tra gli attivisti israeliani. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e Un Women sono stati criticati per non aver riconosciuto tempestivamente le accuse, secondo quanto riportato dal New York Times.

La polizia israeliana ha ammesso le difficoltà incontrate durante gli eventi caotici del 7 ottobre, rivelando che inizialmente non si è concentrata sulla raccolta di prove forensi sui corpi delle donne. La mancanza di autopsie e di esami sulla scena del crimine ha lasciato le famiglie senza risposte, mentre la fretta delle sepolture ha impedito ulteriori indagini.

L’inchiesta ha affrontato le sfide nella raccolta di prove forensi tipiche dei casi di violenza sessuale durante i conflitti armati. Adil Haque, esperto di crimini di guerra, ha sottolineato le difficoltà nei conflitti armati, in cui la sicurezza ha la precedenza rispetto all’istruzione di casi penali.

Testimonianze chiave, come quella di Sapir, hanno fornito dettagli espliciti delle brutalità inflitte alle donne durante gli attacchi. Fotografie e video hanno supportato le testimonianze, anche se le difficoltà logistiche hanno limitato la raccolta di prove forensi.

Le atrocità commesse il 7 ottobre rappresentano un doloroso capitolo di violenza, con famiglie in cerca di giustizia e il mondo intero indignato di fronte a tali crimini inaccettabili.

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