mercoledì, 24 Luglio 2024

Genova, rassegna “Giallo sul Mare”: “Lolita e il cigno nero”, quando il giallo diventa specchio di una società oscura. Intervista a Rosa Cerrato.

L'autrice di gialli Rosa Cerrato, risponde alle domande sul suo ultimo libro 'Lolita e il cigno nero'.

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la scrittrice Rosa Cerrato

La pandemia è stata un periodo di grande crisi e stallo, ma anche un momento di riflessione e l’occasione giusta per fermarsi ad osservare e descrivere la realtà che ci circonda. Questa parentesi degna di nota è diventata così spunto per vari scrittori emergenti e non.

In Liguria, durante i mesi di luglio e agosto, la libreria Farhenheit di Cogoleto (GE), in collaborazione col Comune, ha organizzato la rassegna letteraria ‘Giallo sul mare’, dove vari scrittori hanno presentato le loro ultime pubblicazioni.

Ad aprire la rassegna è stata Rosa Cerrato, col suo libro ‘Lolita e il cigno nero’. Insegnante di tedesco presso vari licei genovesi e lettrice di italiano all’Università di Mannheim, Germania. Ha scritto gialli, raccolte di racconti e un fantasy dal titolo ‘L’ultima valle’.

Buongiorno, inizio col dire che il giallo è uno dei generi letterari che più mi affascina. Cosa l’ha fatta avvicinare a questa tipologia di scrittura?
R.C – Anche a me è sempre piaciuto come genere. Io sono stata per cinque anni a Mannheim, come lettrice in università e, per avvicinare i ragazzi alla cultura italiana, ho fatto un corso sul giallo italiano. Quando ero all’estero mi è venuta in mente Genova e, avendo un figlio adolescente ed insegnando, ero familiare all’ambiente ‘scuola’, per questo ho ambientato il mio primo giallo in un liceo di Genova, così è nato ‘Delitto al Paul Klee’. Ho cominciato a vedere i miei personaggi, prima fra tutti l’investigatrice, una donna: Nelly Rosso.

Potrebbe descriverci brevemente il suo ultimo romanzo ‘Lolita e il cigno nero’?R.C- Lolita e il cigno nero è, sicuramente, uno dei miei romanzi più crudi. Inizia con l’uccisione di una ragazzina della società della Genova ‘bene’, Tatiana ‘Titti’ figlia di un noto avvocato genovese, candidato al Senato. Le indagini partono dalla famiglia, si estendono agli amici e alla scuola privata frequentata dalla vittima. Da queste indagini saltano fuori contraddizioni, tra cui il carattere di Titti: per alcuni era allegra, per altri quasi borderline.

Già provando a ‘dissezionare’ il titolo, emerge la figura di Lolita, personaggio letterario controverso, sicuramente una vittima, ma con un lato oscuro. La sua di Lolita, ha un lato oscuro?
R.C- La Lolita di Nabokov differisce dalla mia perchè l’ha scritta un uomo, è vista con gli occhi di un uomo. Ci sono delle similarità, nelle esperienze vissute, ma anche molte differenze. Gli uomini tendono a credersi sedotti, da donne o ragazzine giovani e a ribaltare la colpa di quello che succede.

E’ molto presente il tema della morte e del nesso fra amore e morte. Qual’è esattamente? L’amore, per definizione visto come idilliaco e sano si può definire tale quando porta a un qualcosa di violento e straziante?
R.C- Purtroppo lo vediamo nella cronaca continuamente: quello che veniva ritenuto amore, porta anche all’omicidio. I femminicidi sono sempre più frequenti e, chi li compie ritiene di aver amato. I due temi sono sempre stati fortemente legati. In questo libro, l’amore c’è ed è anche giovanile e innocente, ma in un mondo di adulti spietati e corrotti, non riesce ad emergere. Il cigno nero è un’associazione con scopi particolari.

La protagonista del suo libro è una donna che risolve misteri, quello che notoriamente, in questo genere, è affidato ad un uomo. Le donne, sono le vittime o le carnefici. In questo caso, invece, abbiamo quasi un’eroina. Nelly Rosso, vuole essere presentata come tale o come una donna con una doppia vita?
R.C- Nelly è una donna comune, tosta e in gamba, come molte donne con un lavoro e la famiglia. La sua particolarità è il tipo di lavoro, commissario e vicequestore, costantemente a contatto con la parte oscura della società e in grado di affrontare le implicazioni della sua doppia funzione.

Quindi, è possibile conciliare l’aspetto della vita privata con quello lavorativo, anche se il lavoro di Nelly comporta molti rischi?
R.C- Secondo me sì. Ho conosciuto una signora che lavora in questura e con famiglia. Ovviamente per fare questo lavoro bisogna essere tagliati, ma, penso che sia possibile conciliare i due aspetti. Le donne l’hanno sempre fatto.

C’è un qualche suo aspetto che vorrebbe fare emergere dai suoi libri? L’atteggiamento di fronte a tragedie ed omicidi è un atteggiamento analitico o un pretesto per una denuncia sociale?
R.C- Entrambi. Analizzare determinati fenomeni è fondamentale per mettere in rilievo le pecche della società ed andare a fondo. Per me è istintivo fare questo.

Ha affermato che, mentre sta scrivendo un nuovo libro, i suoi personaggi, di notte, le parlano ed iniziano a dialogare fra loro. Succede anche a libro finito?
R.C- Dopo aver finito il libro, mi lasciano tranquilla, dopo un po’ di tempo, ripartono da dove li avevo lasciati, ricominciano

Ha dei rituali per trovare l’ispirazione a scrivere?
R.C- Di solito, prendo ispirazione dalla realtà e da fatti che mi colpiscono e voglio sviscerare.

La società altolocata che descrive nei libri, l’ha potuta osservare da vicino?
R.C- Ho conosciuto personaggi, ma non mi sono ispirata a nessuno in particolare, ma più alle dinamiche, il loro modo di parlare e di porsi. Tutto nasce da una profonda osservazione della realtà intorno a me. Non può partire tutto dalla nostra fantasia, che rielabora sulla realtà, su eventi concreti.

Ultima domanda, ha già qualche idea per il prossimo libro?
R.C- Le idee per il momento sono in stallo. Mi sono riposata durante l’estate, però penso che a breve ritornerà, insieme agli altri personaggi che sono ormai come amici per me.

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