mercoledì, 19 Giugno 2024

Washington, in udienza Trump è incriminato di 4 capi d’accusa, compreso l’assalto a Capitol Hill: “Contro di me è in atto una persecuzione”

Durante i 27 minuti di udienza presso il tribunale della capitale l'ex presidente si è dichiarato non colpevole. Alla luce della sua terza incriminazione, i capi di accusa includono cospirazione contro lo Stato e frode. Nessun accenno di cedimento da parte del tycoon: si dichiara in vantaggio in vista delle prossime elezioni e parla delle recenti accuse come di una "vergognosa persecuzione politica". Joe Biden ha deciso di non presenziare alle operazioni giudiziarie.

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Dopo i preparativi condotti nella giornata di ieri, durante i quali le ipotesi preventive riportavano la roboante cifra di 561 anni di carcere per Donald Trump, alle 16 ora locale (22 in Italia) l’ex presidente degli Stati Uniti è atterrato nella capitale con un aereo privato per la sua terza udienza nell’arco di pochi mesi. Il gran giurì federale ha esposto il terzo atto di incriminazione, inerente al coinvolgimento di Trump nei fatti del 6 gennaio 2021, quando si verificò l’assalto a Capitol Hill, il Parlamento degli Stati Uniti. Nell’atto sono compreso quattro capi d’imputazione, tra i quali risultano la “cospirazione” ai danni degli Stati Uniti e la frode allo Stato; 6 i co-imputati citati. Sono state pertanto ritenute valide le prove raccolte finora riguardo contro al tycoon, che durante le elezioni del 2020 avrebbe tentato di sovvertirne i risultati a suo favore.

Poche ore prima lo stesso Trump aveva scritto su Truth, il suo social, che “il pazzo Jack Smith“- il procuratore speciale che ha svolto le indagini- avrebbe emesso “un’altra falsa incriminazione” nei suoi confronti. I commenti poco dopo parlano di “interferenza elettorale” e “caccia alle streghe”. Continuando a leggere la dichiarazione, le recenti operazioni di giustizia vengono paragonate ad una “reminiscenza della Germania nazista degli anni ’30 e dell’ex Unione Sovietica e di altri regimi dittatoriali e autoritari”. Le parole sono ferme e nette: il presidente Trump “non si farà scoraggiare da questa persecuzione politica vergognosa e senza precedenti“.

Durante i 27 minuti dell’udienza l’ex presidente, circondato dai suoi legali, ha preso posto a pochi metri dal suddetto Jack Smith, il grande accusatore che, tra le altre, lo aveva incriminato anche riguardo ai documenti riservati trattenuti presso la villa di Mar-a-lago. Alla presenza del magistrato Moxila Upadhyaya, in aula Trump non si è perso in discorsi, ma si è limitato a pochi semplici parole: ha confermato il suo nome, la sua età, ha risposto negativamente alle domande sull’assunzione di medicinali e stupefacente, infine, ascoltate le accuse a suo carico, si è dichiarato non colpevole. La prossima udienza è stata fissata per il 28 agosto, nel pieno di un’agenda elettorale e legale più che consistente: il 23 agosto infatti è in programma il primo dibattito tra i candidati repubblicani alla Casa Bianca, mentre il 25 si terrà l’udienza per le carte di Mar-a-lago. Nel frattempo Donald Trump non potrà avere contatti con nessuno che si possa ritenere testimone per il suo caso- se non tramite o in presenza degli avvocati- oltre a dover rispettare la leggere federale e statale, in attesa di presentarsi nuovamente in tribunale. La violazione di queste condizioni porterebbe all’emissione di un mandato di arresto e alla sua detenzione.

Poche ore prima dell’arrivo a Washington Trump scriveva “mi serve un’altra incriminazione per assicurarmi la vittoria”. D’altra parte, poco dopo la comparizione in sede giudiziaria, l’imputato ha ironicamente riportato la sua giornata sui social: “nonostante il fatto che sono dovuto andare in una Washington sporca, decadente e molto pericolosa e che poi sono stato arrestato dal mio avversario politico, il ‘corrotto Joe Biden’, che sta perdendo con me nei sondaggi, è stata una buona giornata!”. Dando uno sguardo agli ultimi dati raccolti della Cnn, l’elettorale del Grand old party è ancora dalla parte di Trump: ben il 69% dei repubblicani o simpatizzanti ritiene che la vittoria di Biden fosse illegittima (con un aumento del 6% rispetto a inizio anno), di questi il 39% ritiene persino che vi siano prove concrete della manipolazione delle elezioni- mentre il 30% ha solo il “sospetto”. Nel corso dell’udienza, il plurinominato Joe Biden si trovava con la First Lady Jill nella loro casa al mare presso Rehoboth Beach, scelta con cui evidentemente il Presidente ha cercato di non rendere la scena ulteriormente tesa.

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