venerdì, 19 Luglio 2024

Dal Louvre faranno ritorno in Italia sette opere trafugate ed esportate in Francia

Reperti archeologici trafugati e portati illegalmente a Parigi faranno ritorno in Italia

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Dal Louvre faranno ritorno in Italia sette reperti archeologici, trafugati ed esportati illegalmente in Francia. Il risultato è stato ottenuto grazie alle indagini sugli archivi di trafficanti e mercanti d’arte effettuate da due archeologi romani, che hanno poi condiviso le loro informazioni con le autorità italiane.

Tra i reperti, attualmente esposti nella galleria Campana del Louvre, un’anfora a sfondo nero risalente al V secolo, attribuita al “Pittore di Berlino”, artista mai identificato ma considerato un indiscusso maestro delle ceramiche elleniche; il Vaso antico del Pittore di Ixion, datato al 330 a.C. circa, un’opera firmata dal pittore di Antiménès ornata di scene mitologiche e un paio di nereidi, ninfe del mare, originarie delle Puglie.

Buona parte del merito di questo risultato si deve a due archeologi romani, Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo, che con il supporto dell’esperto danese Christos Tsirogiannis hanno portato avanti un’indagine sugli archivi di trafficanti e mercanti d’arte.

Tutte le opere interessate, come riportato da Repubblica, sono state vendute al Louvre nel 1985 da un controverso mercante italiano, Gianfranco Becchina. Ma quando gli studiosi hanno individuato alcune criticità nel percorso di queste opere, hanno deciso di condividere le loro informazioni con le autorità proseguendo così ad una prima domanda di restituzione caduta nel vuoto nel 2018. Solo alla seconda richiesta, fatta a settembre dell’anno scorso, dal Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero della Cultura, Luigi La Rocca, alla quale ha fatto seguito la domanda ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, qualcosa si è mosso.

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