mercoledì, 24 Luglio 2024

Svezia, si può bruciare il Corano in pubblico: perché in ottica NATO è inaccettabile

Considerando l'Articolo 2 e il fatto che tra i Paesi membri ce ne sono alcuni con un'importante porzione di cittadini musulmani, l'ammissione all'interno della NATO di un Paese le cui istituzioni consentono provocazioni come quella di Stoccolma, rischierebbe di creare non poca tensione.

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“Le Parti che sottoscrivono questo Trattato fanno fede ai principi della Carta delle Nazioni Unite e al desiderio di vivere in pace con altri popoli e Governi. Sono determinate, inoltre, a salvaguardare la libertà, il patrimonio comune e la civilizzazione dei propri cittadini“. Così recita la parte introduttiva al North Atlantic Treaty, firmato il 4 aprile 1949 dai Paesi aderenti all’Alleanza nord-atlantica. Durante la giornata di ieri, 28 giugno, una Corte d’appello a Stoccolma, in Svezia, ha permesso a un cittadino di bruciare in pubblico e appena fuori da una moschea il Corano. Lui ha preso a calci, strappato e dato alle fiamme il testo sacro dell’Islam, suscitando proteste e indignazione dal mondo islamico. Un uomo è stato arrestato mentre cercava di lanciare pietre. Alla scena avrebbero assistito oltre 200 persone. Il tutto proprio mentre la Svezia attende l’approvazione da parte della Turchia per essere ammessa nella NATO.

Il Corano non è solo un libro, così come non lo sono gli altri testi considerati sacri. Per quanto il mondo stia avanzando verso una secolarizzazione quasi totale, la religione rimane uno dei cardini fondamentali che muovono popoli e istituzioni. Una moschea non è un semplice edificio di culto, è il luogo di preghiera collettiva per i fedeli dell’Islam. Bruciare il testo sacro dei mussulmani appena fuori da una moschea non è una semplice forma di protesta, ma una vera e propria provocazione. Cercando di essere chiari: la religione è un pilastro di Paesi come la Turchia. La Svezia non è tenuta a rispettarlo in casa propria, ecco perché la mossa del cittadino a Stoccolma è legittima. In ottica NATO, però, è stata e sarà inaccettabile.

Articolo 2 del Trattato NATO

Le Parti contribuiranno all’ulteriore sviluppo di relazioni internazionali pacifiche e amichevoli rafforzando le loro libere istituzioni, favorendo una migliore comprensione dei principi su cui si fondano tali istituzioni e promuovendo condizioni di stabilità e benessere“. Ecco i principi espressi dall’Articolo 2 del Trattato. Ecco perché, l’atteggiamento delle autorità svedesi, è gravissimo, almeno in ottica di una possibile ammissione del Paese all’interno dell’Alleanza nord-atlantica. “Non possono essere ammessi nella NATO se si comportano in questa maniera“, è stato il commento severo del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Tutte le decisioni, all’interno dell’Organizzazione, vengono prese con l’approvazione di tutti e 31 i Paesi membri. Considerando l’Articolo 2 ed il fatto che tra i Paesi membri ce ne sono alcuni con un’importante porzione di cittadini mussulmani, l’ammissione all’interno della NATO di un Paese le cui istituzioni consentono provocazioni come quella di Stoccolma, rischierebbe di creare non poca tensione.

Il caso Paludan

Le autorità, che gli hanno consentito di agire, hanno poi aperto un’indagine nei confronti del cittadino per agitazione contro un gruppo etnico. La Svezia non è nuova a questo tipo di manifestazioni contro il mondo islamico. Nel gennaio scorso, davanti all’ambasciata turca, l’estremista Rasmus Paludan aveva dato alle fiamme il Corano. Ne seguirono settimane di tensione e scontri sociali, oltre a gravi ammonimenti da parte di Ankara nei confronti di Stoccolma. Le provocazioni contro il mondo arabo hanno suscitato non poca incertezza nel Paese nordico, che rischierebbe di entrare nel mirino del terrorismo islamico. Il primo ministro svedese Ulf Hjalmar Kristersson ha dichiarato che la decisione della Polizia e delle autorità di consentire il rogo è legittima ma inappropriata. Il premier non ha invece risposto alle domanda riguardo l’impatto dell’azione sulle possibilità di ingresso della Svezia nella NATO.

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