lunedì, 15 Aprile 2024

Vigilanza Rai, Barbara Floridia eletta presidente. Tre donne al timone: “Garantiremo pluralismo e indipendenza”

La Commissione parlamentare vigilanza Rai, con un accordo bipartisan, ha eletto alla presidenza Barbara Floridia, capogruppo dei 5 Stelle, Maria Elena Boschi (Italia viva) e Augusta Montaruli (FdI) alla vicepresidenza.

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Da ieri, 4 Aprile 2023, il vertice della Commissione Vigilanza Rai è tutto femminile. Tre donne alla guida dell’organo di supervisione e controllo del servizio pubblico radiotelevisivo, rispettivamente: alla Presidenza, Barbara Floridia (Movimento 5 Stelle), alle due cariche di vice Presidenti, Maria Elena Boschi (Italia Viva) e Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia).

La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, comunemente nota come Commissione vigilanza Rai, è una commissione bilaterale istituita nel 1975 a seguito della riforma della Rai che ha lo scopo di sorvegliare sull’attività del servizio televisivo, radiofonico, nazionale e pubblico italiano. È composta da 20 senatori e 20 deputati, nominati dal presidente delle due Camere, ed è presieduta da un parlamentare delle opposizioni.

La Commissione che si riunisce a Roma, a palazzo San Macuto, garantisce al servizio pubblico, informativo dello Stato italiano, pluralismo e oggettività, nel rispetto della libertà d’espressione e dell’indipendenza delle fonti. A tal fine mediante la riforma del 1975, il controllo del servizio pubblico radiotelevisivo passò dal Governo italiano, e quindi dai partiti che potevano far parte del Consiglio d’Amministrazione, all’intero Parlamento, aprendo la rappresentanza anche delle opposizioni, oltre che della maggioranza.

La carica di Presidente, assegnata a Barbara Floridia, 46 anni – senatrice dal 2018 del Movimento 5stelle e da Ottobre anche Capogruppo al Senato – con 39 voti favorevoli su 42 presenti, è stata preceduta da mesi di trattative ed appare essere oggi una scelta condivisa, rientra quindi in un accordo bipartisan. La senatrice succede ad Alberto Barachini, giornalista e candidato Forza Italia, ed è la seconda donna Presidente della Commissione dopo Rosa Russo Iervolino che l’ha guidata dal 1985 al 1987. “È un onore essere eletta presidente – ha detto la senatrice al termine della votazione -, è una commissione fondamentale per la democrazia nel nostro Paese. Lavoreremo affinché venga garantito il pluralismo e l’indipendenza della Rai e perché tutti in partiti possano avere voce. In qualità di capogruppo del Movimento 5stelle, non appena tornerò a Palazzo Madama, vedrò le procedure per rassegnare le mie dimissioni come è corretto che sia”.

Il primo commento è arrivato direttamente da Giuseppe Conte che augura “buon lavoro alla Presidente Floridia” e, confermando le intenzioni della neo eletta, ribadisce che “il pluralismo e il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati sono principi cardine della Democrazia; li tuteleremo con la massima determinazione”.

Le cariche di vicepresidente della Commissione sono andate rispettivamente a Maria Elena Boschi (deputata di Azione e Italia Viva) che ha ottenuto 19 preferenze e Augusta Montaruli (deputata di Fratelli d’Italia) con 16 voti favorevoli.

La deputata di Italia viva, la fedelissima di Matteo Renzi ha scritto via Twitter ieri: “La libertà di informazione e la qualità del servizio pubblico Rai sono fondamentali, specie in tempi di fake news. Onorerò l’incarico di Vice Presidente della Commissione con tutto il mio impegno e la mia passione istituzionale”.

Commento al quale ha risposto immediatamente Matteo Richetti, capogruppo alla Camera di Azione-Italia Viva che ha detto: “Sono convinto che saprà fornire il migliore contributo ai lavori di una commissione che deve garantire i necessari equilibri tra il Parlamento e il servizio pubblico radiotelevisivo”. Anche Carlo Calenda si unisce alle “congratulazioni a Maria Elena Boschi per l’incarico di vice presidente della Commissione Rai. Un ruolo delicato – dice Calenda – che sono sicuro svolgerà con sensibilità istituzionale e capacità di confronto e dialogo con tutti i soggetti coinvolti.”

Augusta Montaruli, deputata di Fratelli D’Italia, dopo essersi dimessa nel Febbraio scorso dalla carica di Sottosegretario all’Università, a causa della condanna definitiva per l’uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari della regione Piemonte negli anni tra il 2010 e il 2014, la cosiddetta “Rimborsopoli”, alla vigilia di questa nuova nomina, ha detto: “Grazie ancora una volta per la fiducia accordatami dal mio partito e dalla maggioranza e ringrazio anche le forze dell’opposizione. Finalmente la Commissione potrà lavorare ed il nostro impegno è all’insegna del pluralismo. Evviva il lupo”. Sono stati eletti segretari Stefano Candiani (Lega) con 23 preferenze e Ouidad Bakkali (PD) che ne ha ottenute 15.

Ruolo della Commissione

Un vertice di Commissione tutto al femminile che guiderà la supervisione, il controllo e il monitoraggio costante dell’informazione pubblica, condividendo, alla luce delle dichiarazioni rilasciate dalle tre maggiori cariche, gli obiettivi di pluralismo e indipendenza. Una sfida che riguarderà, evidentemente anche la scelta dei vertici Rai. La Commissione istituita ieri ha anche, tra gli altri compiti, infatti, quello di confermare la rimozione di membri del Consiglio della Rai, la cui proposta viene fatta dall’Assemblea degli azionisti e poi avallata o negata dalla Commissione stessa.

Detiene quindi un grande potere sulla scelta e revoca dei membri del Consiglio di Amministrazione Rai, composto da 7 membri, rieleggibili una sola volta: 4 sono eletti dal Parlamento, 2 dalla Camera e 2 dal Senato, 2 sono eletti dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ Economia e delle Finanze, mentre uno viene eletto dall’assemblea dei dipendenti della rai, tra i dipendenti stessi. L’amministratore delegato viene nominato dal Consiglio di amministrazione su proposta degli azionisti e rimane in carica 3 anni.

La Commissione per la vigilanza Rai ha, anche, un ruolo nella gestione dell’azienda. Ogni sei mesi il Consiglio di amministrazione deve, infatti, comunicare alla Commissione vigilanza, tutte le attività svolte dalla Rai, consegnando l’elenco completo degli ospiti e di tutte le trasmissioni sulle varie reti televisive. Inoltre ha un ruolo anche nella scelta del Presidente del Consiglio di amministrazione, che viene eletto dal Consiglio ma solo dopo aver avuto parere favorevole di almeno due terzi della Commissione di Vigilanza.

Rivoluzione in casa Rai?

Dopo la bufera generata da Sanremo 2023, e soprattutto a seguito dello scontro tra Lucia Annunziata e la Ministra Roccella, era stato messo i discussione tutto il Consiglio di Amministrazione, che però di fatto oggi non ha subito ancora alcuna modifica. Da più voci della maggioranza erano infatti arrivate accuse di faziosità del servizio pubblico radiotelevisivo. Non ultimo Gasparri, in merito alla “gaffe” dell’Annunziata nei confronti della Ministra della famiglia, che aveva impropriamente utilizzato una parolaccia durante l’intervista alla Roccella, aveva tuonato: “L’uscita della Conduttrice di Mezz’ora in più è uno sgarbo al Parlamento che evidenzia la pretesa, da parte dei campioni dell’informazione di sinistra, di considerare il servizio pubblico, cosa loro”.

L’amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes, già oggetto di pesanti critiche dopo Sanremo 2023, è pronto a lasciare dopo il 15 Aprile, ovvero dopo l’approvazione del Bilancio. Ma la rivoluzione in casa Rai è solo all’inizio, vedremo come questa Commissione parlamentare di vigilanza garantirà gli obiettivi oggi fissati, pluralismo dell’informazione e indipendenza delle fonti.

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