venerdì, 21 Giugno 2024

Ucraina, Mosca accusa: “Il regime di Kiev attaccò Donetsk e Lugansk. Ci hanno chiesto aiuto”

Secondo Mosca, il Governo ucraino sarebbe colpevole di aver attaccato e bombardato nel febbraio del 2022 le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, storicamente filorusse.

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Vladimir Putin continua ad incassare sanzioni e minacce di processi internazionali contro la Russia, ma non sta a guardare. Mosca deve in qualche modo difendere le ragioni del Cremlino che hanno portato alla escalation nella Guerra del Donbass. Questa mattina, 21 febbraio, l’Agenzia di stampa russa (TASS) ha pubblicato delle accuse contro quello che viene definito il “regime di Kiev”. Secondo Mosca, il Governo ucraino sarebbe colpevole di aver attaccato e bombardato nel febbraio del 2022 le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, storicamente filorusse. Il capo ad interim della regione di Lugansk, Leonid Pasechnik, ha dichiarato che l’esercito ucraino avrebbe ammassato un ingente numero di truppe nel confine orientale, in modo da prepararsi ad una possibile offensiva. “Questi giorni inquieti e l’evacuazione sono rimasti nella memoria di ogni residente della Repubblica popolare di Lugansk. Il regime criminale ha intrapreso la strada degli omicidi e si stava preparando a risolvere militarmente il conflitto” ha affermato Pasechnik.

La richiesta di aiuto secondo Mosca

I leader delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk non avrebbero avuto altra strada che rivolgersi a Mosca, sempre secondo le parole di Pasechnik il “popolo fraterno” ha risposto e sarebbe andato in incontro alle richieste di aiuto. In quel momento, secondo il Cremlino, sarebbe partita la “missione speciale”, come l’ha definita Putin, missione diventata poi una vera e propria guerra che sta coinvolgendo il mondo intero. Come riportato da Ukrinform, infatti, sarebbero 54 i Paesi coalizzati contro la Russia. Secondo l’Agenzia di stampa russa, il confine orientale dell’Ucraina sarebbe stato oggetto di bombardamenti da parte di Kiev nel 17 febbraio 2022; ad essere colpite furono infrastrutture civili, in cui trovarono la morte anche liberi cittadini. Alquanto duro un altro affondo di Pasechnik, il quale definisce i soldati ucraini neonazisti: “La decisione volontaria del presidente russo sull’inizio dell’operazione militare speciale ha superato i neonazisti di alcuni giorni, come evidenziato dai documenti“. La Russia avrebbe riconosciuto le Repubbliche di Donetsk e Lugansk in conformità con le loro Costituzioni a partire dal 2014. Questo secondo la TASS.

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