giovedì, 29 Febbraio 2024

Biathlon, Tommaso Giacomel è già esploso: il primo grande risultato è nell’aria

Tommaso Giacomel ha effettuato un salto di qualità importante in questi primi 3 mesi di Coppa del Mondo ed e ha ottenuto grandi risultati tra cui un sesto e un nono posto. Per un podio non è facile, il livello del settore maschile è alle stelle, ma siamo pronti a scommettere che non appena arriverà lo zero Tommy non scenderà dai primi "6".

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Tommaso Giacomel ha dimostrato di essere pronto a ottenere podi di Coppa del Mondo, il suo potenziale sugli sci era già sotto gli occhi di tutti nelle passate stagioni, ma in questa ha effettuato un ulteriore salto di qualità. Nella stagione appena cominciata, di cui si è già esaurito il primo “terzo” con le tappe di Kontiolahti, Hochfilzen e Annecy Tommaso ha sparato con un complessivo 80% nelle gare individuali, con pochissima differenza tra poligono a terra e in piedi. Non è ancora arrivato il primo zero, ma non è tutto: Giacomel deve ancora concludere una gara individuale con un solo errore al poligono.

Quest’ultimo è il dato incontrovertibile sul talento del 2000 nato a Imer in Trentino, proviamo a immaginarsi un Giacomel che spara col 90% con questo passo sugli sci: viene fuori uno capace di lottare per il podio in ogni gara. Ovviamente, sparare con il 90% non è facile considerando come Tommy affronta le serie di tiro, ovvero prendendosi dei rischi in termini di velocità, in stile Wierer per intenderci, cercando di guadagnare più possibile sugli avversari in quella fase di gara, diventata sempre più importante. Detto questo però possiamo guardare al futuro, anche non troppo lontano con estrema positività perché questo è l’atleta su cui puntare in chiave Milano/Cortina 2026 non ci sono dubbi.

I risultati delle ultime settimane tra cui il 6° posto nell’inseguimento di Hochfilzen, miglior risultato in carriera e ancora il 9° sempre nell’inseguimento ad Annecy sono 2 autentiche prove di forza. Giacomel ha commesso 2 errori nella prima gara citata, e partì con un pettorale sopra il 20 e con un minuto e mezzo da recuperare dalla testa e, grazie a una prestazione monster sugli sci fu capace di archiviare il primo risultato nei 6 della carriera. Nella gara di sabato scorso, come detto caratterizzata da uno squilibrio di materiali, Giacomel ha comunque commesso 3 errori e ha rimontato dalla 21esima posizione della sprint. Quest’ultima altresì molto interessante, in quanto Tommaso sparò con l’80% (8 su 10) e chiuse appunto 21esimo con un distacco di circa 1 minuto e 45 da Johannes Boe senza errori.

Insomma, per ottenere podi di Coppa del Mondo servono gli zero. Di lì non si scappa. Il livello del settore maschile, seppur senza russi e Smolski, il bielorusso argento olimpico a Pechino, è alle stelle. Scomodiamo un’atleta come Dominik Windisch, con il quale il paragone, con le dovute proporzioni, potrebbe starci a nostro parere. Ritiratosi nella passata stagione, l’ex atleta di Rasun di sotto ha ottenuto 1 bronzo olimpico individuale, 2 bronzi olimpici a squadre, 1 oro mondiale individuale e altre soddisfazioni iridate a squadre. “Domme” era un biathleta che sparava spesso e volentieri sotto l’80% durante tutto l’arco della stagione. Ma quando arrivava l’appuntamento clou della stagione, ti trovava magicamente lo 0 o comunque la prestazione solidissima che gli valeva gare epiche come la sprint di Peyonchang 2018 ma anche la Mass Start di Oslo 2015, famosissima per essere stata il “cambio della guardia” tra Fourcade, Bjoerndalen e Johannes Bø, in cui Windisch fu splendido quinto.

Tornando al livello del settore maschile, ogni tappa conta 7 norvegesi, perché non possono averne di più, dei quali il “peggiore” è arrivato 5° nell’ultima gara, Tarjei Boe. I francesi, sottotono in questo inizio ma comunque competitivi con Jacquelin, 3 podi in stagione, Fillon Maillet, che ha vinto nella passata la Coppa del Mondo, Fabien Claude. Gli svedesi Samuelsson e Ponsiluoma, i tedeschi sempre molto continui e solidissimi al poligono pur senza un’atleta di punta in grado di lottare per la generale. E poi i vari Strolia, Hartweg (coetaneo di Giacomel) e Krcmar per citare tutti quelli davanti a Giacomel in classifica generale. Ci sono anche quelli dietro poi, con Johannes Kuehn, Tero Seppala e chi più ne ha più ne metta. Ci sarebbe anche Lukas Hofer a cose normali, sperando con tutto il cuore che possa tornare al più presto.

La classifica generale di Coppa del Mondo lo vede al 21esimo posto, mai così in alto in passato. Piazzamento da consolidare per avere la certezza di prendere parte a tutte le mass start di Coppa del Mondo e in quella dei mondiali di Oberhof, in cui entrano i primi 15 di classifica e i primi 10 di tappa oltre ai medagliati. Certo, altri giovani potranno effettuare un percorso di crescita pensiamo a Didier Bionaz, coetaneo di Giacomel valdostano che può sicuramente diventare un biathleta da prime 20 posizioni stabilmente. Ma l’Italia ha sicuramente trovato la sua punta di diamante per gli anni a venire, e si aspetta solo il primo grande risultato: un podio. Facile? Assolutamente no, ma tutto porta a pensare che il trentino sia pronto a fare le famose “cose”.

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