martedì, 21 Maggio 2024

Guerra in Ucraina, bombe su Kherson: morto bimbo di 8 anni. Parlamento Europeo: “Holodomor fu un genocidio”

A causa dei continui bombardamenti verso le infrastrutture energetiche della zona, Kherson è rimasta completamente senza elettricità. La Polonia ha bloccato il nono pacchetto di sanzioni contro la Russia e per la rimozione di alcuni oligarchi russi. Peskov ha annunciato che in caso di consegna all'Ucraina dei sistemi difesa Patriot, questi sarebbero bersagli di attacchi legittimi.

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Questa mattina 15 dicembre gli investigatori ucraini hanno ritrovato nella Kherson liberata 10 camere di torture per bambini mentre le Forze Armate russe sono tornate a bombardare la città uccidendo 3 persone, tra cui un bimbo di 8 anni. A riferire del nuovo attacco è stato il capo dell’amministrazione di Kiev, Yaroslav Yanushevich, che dichiarato di come nelle ultime 24 ore la zona è stata “martellata dalle bombe”. Gli attacchi su Kherson vanno avanti dalla giornata di ieri, e nel corso del raid 7 civili sono stati uccisi mentre 19 sono rimasti feriti. La notizia è stata data dal vice capo dell’Ufficio del presidente Kyrylo Tymoshenko, poi riportato da Ukrinform. Secondo i dati delle amministrazioni regionali, i 7 morti sarebbero suddivisi tra Donetsk, Kherson e Zaporzhzhia.

Kherson senza elettricità

Secondo quanto dichiarato da Yaroslav Yanushevich, la città di Kherson è rimasta completamente senza elettricità a causa dei continui e pesanti bombardamenti condotti dai militari di Mosca, verso le infrastrutture energetiche. “Continuano i pesanti bombardamenti su un sito di infrastrutture critiche” ha dichiarato il governatore.

Polonia blocca pacchetto di sanzioni contro la Russia

Questa mattina 15 dicembre, durante il vertice UE, la Polonia ha bloccato il nono pacchetto di sanzioni contro la Russia perché sarebbero presenti “Troppe deroghe e verrebbero rimossi alcuni oligarchi dalla lista, tra cui Viatcheslav Kantor.” La notizia è stata data dal primo ministro Polacco Mateusz Morawieck che al suo arrivo al vertice ha dichiarato: “Insinuare che la Polonia opterebbe per un indebolimento delle sanzioni non funzionerà. Chiediamo a tutti gli Stati membri, in particolare Germania, Francia e Paesi Bassi, di rafforzare ed estendere le sanzioni”. Dopo aver risolto lo stallo con l’Ungheria per il pacchetto di aiuti a Kiev l’Unione Europea adesso starebbe affrontando un ulteriore blocco polacco sul maxi provvedimento di aiuti, che comprende il prestito da 18 miliardi di euro all’Ucraina e il Pnrr ungherese; parte del provvedimento è anche l’accordo sulla tassazione minima del 15%, che i polacchi vorrebbero andasse di pari passo alla ricollocazione dei diritti delle tasse, da applicare in base a dove sono stati realizzati i profitti.

Parlamento Europeo riconosce come genocidio l’Holodomor

L’Europarlamento ha ufficialmente riconosciuto come genocidio la carestia forzata, che la Russia impose in Ucraina tra il 1932 e il 1933 e causato la morte di milioni di persone, nota come Holodomor. I parlamentari europei “Condannano fermamente questi atti che causarono la morte di milioni di ucraini e invitano tutti i Paesi e le organizzazioni che non l’hanno ancora fatto a riconoscere la vicenda come genocidio”.

Il Vaticano si scusa per le affermazioni del Papa sulla Russia

Questa mattina la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha annunciato che dal Vaticano sono arrivate delle scuse per le dichiarazioni fatte da Papa Francesco lo scorso 29 novembre durante una intervista rilasciata ai Gesuiti d’America. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa Tass, la portavoce ha successivamente rilasciato alcune dichiarazioni a riguardo: “La capacità di ammettere i propri errori sta diventando sempre meno comune nella moderna comunicazione internazionale. Questa situazione mostra che dietro gli appelli al dialogo del Vaticano c’è la capacità di condurre questa trattativa e di ascoltare gli interlocutori. Tutto ciò esige sincero rispetto”.

Cremlino giustifica possibili attacchi a sistemi di difesa Patriot USA

Attraverso un post pubblicato sul suo canale Telegram questa mattina 15 dicembre, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato che in caso i sitemi antimissili Patriot venissero consegnati a Kiev, potrebbero diventare dei bersagli di attacchi legittimi da parte dei militari russi. Secondo Peskov questa possibile nuova fornitura di armi potrebbe portare conseguenze imprevedibili; Stando a quanto riferito dall’ambasciata russa presente a Washington: “Anche senza consegnare i Patriot, gli Stati Uniti vengono coinvolti sempre più a fondo nel conflitto nella repubblica ex sovietica”.

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