giovedì, 9 Febbraio 2023

Abusi sulla figlia da quando aveva 5 anni, ragazzina denuncia il padre dopo 9 anni di violenze: arrestato padre orco

La ragazzina, oggi 14enne, ha avuto il coraggio di denunciare il papà per le violenze subite, prima alla madre e dopo alla Polizia. La piccola avrebbe subito abusi sessuali e psicologici dalla tenera età di 5 anni. L'uomo è finito in carcere.

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È finito dietro le sbarre un padre di famiglia che avrebbe abusato di sua figlia, dalla tenera età di 5 anni fino ad oggi che la ragazza ha compiuto 14 anni. La piccola, di origini calabresi, ha trovato il coraggio di denunciare, dapprima alla madre e in seguito alla Polizia. Gli agenti della Squadra Mobile di Vibo Valentia ieri, 29 novembre, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sulla richiesta della locale Procura, nei confronti dell’uomo accusato di aver commesso quotidiane violenze fisiche, psicologiche e sessuali nei confronti della minore.

La denuncia della piccola

Le complesse indagini sono iniziate proprio dalla forza della ragazzina che ha dimostrato di volersi ribellare alla ferocia del padre. Prima avrebbe chiesto aiuto alla madre, si sarebbe confidata per ottenere un iniziale conforto, tra la vergogna e la disperazione. In seguito, entrambe si sarebbero recate presso la Questura per denunciare anche alle Forze dell’Ordine l’accaduto. Fin da subito la minore è stata ascoltata e affiancata anche da esperti in psichiatria infantile per ricostruire tutta la vicenda. Le difficoltà non sono state poche. Ricordare è sempre difficile, si riporta alla memoria il dolore, la brutalità del papà orco. La piccola, però, ha portato a termine la ricostruzione di tutti quegli anni di violenze subite.

Le indagini

Da subito le autorità hanno compreso la drammatica situazione in cui versava la minore, che infatti è stata collocata in una località protetta per tenerla al riparo e sottrarla da eventuali altri abusi. Dopo la denuncia e la liberazione nell’aver condiviso la ferocia di un padre sul corpo tenero e ingenuo di una figlia, la Polizia ha esteso le indagini ricostruendo per filo e per segno tutto il periodo raccontato dalla vittima. Sono stati cruciali anche gli interrogatori di alcuni testimoni che nel tempo avevano raccolto delle tracce della complessa condizione della piccola. Anche grazie alla collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.) in contatto con delle Forze di Polizia collaterali di uno Stato estero dove l’uomo aveva dimorato per un lungo periodo, le autorità italiane sono riuscite a ricostruire efficacemente i fatti ed è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Dovessero essere accertati i fatti emersi dalle indagini, nessuno potrà mai restituire alla piccola gli anni dell’infanzia. Questa triste vicenda conferma e sottolinea l’importanza di avere coraggio nonostante si riversi in condizioni tragiche anche legate al proprio nucleo familiare. È importante denunciare comportamenti di violenza e di abusi domestici, sempre. Da poco è trascorsa la Giornata contro la violenza sulle donne ma i femminicidi non si fermano, non hanno una data precisa, non hanno un’età particolare, ma la mano feroce è sempre dell’uomo. Ecco perché rinnoviamo l’invito di compilare il questionario anonimo realizzato dal Quotidiano Italiano per far sì che ogni abuso sessuale, fisico, psicologico o verbale, perché tutto inizia sempre dalle parole, non rimanga solo un numero riguardo alle vittime di violenza. Tutte le donne che hanno subito o subiscono violenza possono compilarlo e iniziare, con non poche difficoltà, ad avere coraggio.

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