martedì, 28 Maggio 2024

Padre e figlia disabile ritrovati senza vita: s’indaga per omicidio-suicidio

Alla base del delitto ci sarebbe la preoccupazione da parte del padre che nessuno, dopo di lui, si sarebbe preso cura della figlia 45enne disabile. Poco prima del delitto le avrebbe somministrato una massiccia dose di farmaci nel tentativo di addormentarla.

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Francesco Iantorno, 80enne residente a Osnago, in provincia di Lecco, avrebbe ucciso la figlia con un coltello e poi, con la stessa arma da taglio, si sarebbe tolto la vita. L’omicidio-suicidio, questa l’ipotesi investigativa, che ha scosso il centro della Brianza lo scorso 25 ottobre non sarebbe stato frutto di raptus né follia improvvisa; l’anziano padre avrebbe premeditato tutto, la sua fine e quella della figlia disabile. A oggi è quello che emerge dagli accertamenti sul caso. Francesco, per tutti “Franco”, di professione vigile urbano, avrebbe dunque freddamente calcolato come agire, quando, e soprattutto dove, di modo che qualcuno trovasse i corpi senza vita il prima possibile.

Le ragioni e lo svolgimento del delitto

Alla base del delitto ci sarebbe la preoccupazione da parte del padre che nessuno, dopo di lui, si sarebbe preso cura di Rossana, 45enne disabile. Francesco avrebbe scelto il coltello più affilato che possedeva in casa, la stessa in cui viveva con la figlia, per commettere l’omicidio e poi togliersi la vita nello stesso modo. Secondo gli accertamenti la donna non avrebbe avuto modo di reagire né accorgersi di quanto stava accadendo. L’80enne avrebbe agito mentre Rossana giaceva sul divano nella sala principale, accoltellandola diverse volte al petto e all’addome. Poco prima le avrebbe somministrato una massiccia dose di farmaci nel tentativo di addormentarla. Sedutosi poi accanto alla figlia morente, si sarebbe trafitto allo stesso modo togliendosi la vita.

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