venerdì, 23 Febbraio 2024

Sondaggio SWG, il Governo Meloni durerà: 25% ritiene che potrà raggiungere fine legislatura

Nella prospettiva del nuovo Governo, la maggioranza degli elettori di centrodestra si dice sia disposta ad accettare la presenza di tecnici sia sicura che Giorgia Meloni riuscirà a gestire i contrasti con gli alleati. Dai dati analizzati emerge anche la crisi percepita del modello democratico occidentale e lo stato emotivo del Paese, che vede un 50% degli intervistati definire la vita vissuta come in linea col proprio ideale.

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Il sondaggio SWG effettuato tra il 3 e il 9 ottobre 2022 su un campione rappresentativo nazionale di 1.200 soggetti maggiorenni ha spaziato su 3 campi di indagine: la prospettiva del nuovo Governo, lo stato di salute del modello democratico e autocrazia e infine lo stato emotivo degli Italiani.

La prospettiva del nuovo Governo

“Considerata la storica instabilità dei governi in Italia, ancora prima che un esecutivo nasca si incomincia a chiedere quanto durerà. Al nascente governo Meloni, più della metà dei cittadini prospetta una vita relativamente lunga: solo il 25% ritiene possa raggiungere la fine della legislatura (cosa mai successa in Italia), ma molti prevedono che rimanga in carica per diversi anni, ovvero più della durata media dei governi italiani (che è poco più di un anno)”. La maggioranza degli intervistati prospetta quindi al Governo Meloni una durata più lunga della media degli esecutivi italiani, anche se solo 1 su 4 prevede che raggiungerà la fine naturale della legislatura. Le trattative sulla formazione del nuovo Esecutivo, vengono percepite come caratterizzate da contrasti che però, secondo la maggioranza, Meloni sarà in grado di gestire. Entrando nel merito degli incarichi di Governo, il 64% degli elettori di centrodestra accetta l’inserimento di Ministri tecnici, ma solamente in numero limitato, mentre l’ipotesi Salvini al Viminale trova l’appoggio compatto dei leghisti, ma anche il supporto di una larga maggioranza degli elettori di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Dal punto di vista invece dell’opposizione, il 42% degli elettori di PD, M5S e Azione-Iv ritiene di dover mantenere un approccio duro e intransigente verso il Governo in carico, contro il 58% che predilige invece la via del dialogo, contribuendo anche con proprie proposte.

Tra democrazia e autocrazia

Una delle preoccupazioni degli italiani che emerge dal sondaggio è che il nostro modello di democrazia, sancito anche dalla Costituzione, corra sempre più il rischio di essere messo in crisi: il 29% degli intervistati ritiene che il modello democratico occidentale sia molto/abbastanza efficace, mentre il 60% lo ritiene in crisi. I fattori che stanno alla base di questa debolezza sono ritrovati principalmente in “una classe politica di basso livello e non capace di prendere decisioni incisive ed adeguate a tutelare i cittadini, fino ad arrivare all’eccessiva influenza dei grandi poteri economici privati sulle decisioni dei governi, passando per corruzione ed instabilità”. Nonostante lo spettro di questa crisi della democrazia occidentale e nonostante la percezione dell’esigenza di forti cambiamenti, non ne deriva una voglia di soluzioni autoritarie, in particolare per gli elettori del centrosinistra. Viene rilevata una forte avversione verso i sistemi autocratici, in particolare utilizzando come esempio quelli di Russia e Cina: il 51% degli intervistati ritiene i modelli di governo autocratici “Sistemi pessimi che dovrebbero essere rimossi da tutti i Paesi”. Nonostante questa maggioranza, sono interessanti altri due percentuali minori: il 26% li ritiene “Adatti per le realtà di alcuni Paesi, ma non per i Paesi occidentali” e per il 19% sono “Sistemi che presentano lati negativi e lati positivi, i Paesi democratici dovrebbero imparare qualcosa da loro”.

Stato emotivo del Paese

L’ultima parte del sondaggio analizza l’umore degli Italiani: “Dalla fine dell’estate il sentiment emotivo del Paese ha mostrato un netto miglioramento, con un recupero di tutte le emozioni positive e una riduzione dell’intensità di quelle negative”. I sentimenti prevalenti di “disgusto”, “rabbia”, “paura” e “tristezza” che erano saliti in termini di intensità tra luglio e agosto, sono diminuiti tra settembre e ottobre a vantaggio di un rinnovato senso di “speranza”, che era precipitato nei mesi estivi. “La ricetta della felicità vede al centro per tutte le generazioni lo stato di salute; per i giovani è fondamentale anche la situazione economica, mentre tra i più anziani cresce l’importanza di sapersi accontentare ed accettarsi per come si è”. “Prevale una sensazione di fiducia anche rispetto al lavoro, per quanto su questo aspetto trapeli una certa paura, che si fa emozione dominante quando si pensa alla situazione economica famigliare e del Paese”. Tutto sommato la maggioranza degli Italiani si dimostra soddisfatta della propria vita e quasi il 50% degli intervistati definisce la vita vissuta finora come in linea col proprio ideale.

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