domenica, 25 Settembre 2022

Aborto, l’Umbria risponde alle accuse: “Nessuna donna è costretta ad ascoltare il battito del feto”

Dopo le accuse di Sinistra Italiana riguardo l'aborto, l'Assessorato alla Salute dell'Umbria risponde: "È una denuncia grave che lede i diritti delle donne. Circostanziate i fatti in modo da poter effettuare le opportune verifiche".

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Dopo le accuse giunte da Elisabetta Piccolotti, di Sinistra Italiana, riguardo la questione dell’aborto in Umbria e delle violenze psicologiche che le donne sono costrette a subire prima della procedura, non tarda ad arrivare la risposta dell’Assessorato regionale alla Salute. “In nessuna Azienda sanitaria o ospedaliera della Regione Umbria, risulta che le donne che chiedono l’interruzione di gravidanza siano costrette ad ascoltare il battito del feto, così com’è stato dichiarato stamani nel corso di una conferenza stampa”.

“Trattandosi di una denuncia grave di un fatto che lede fortemente i diritti delle donne e tocca una tematica delicata come quella dell’interruzione della gravidanza – dichiara l’Assessorato in una nota -, sarebbe opportuno che coloro che hanno portato all’attenzione questa gravi fatti li circostanziassero in modo da permettere alle autorità sanitarie di procedere con le opportune verifiche. In caso contrario, ribadendo che anche dal riscontro chiesto tempestivamente oggi alle Aziende, non risultano in Umbria fatti del genere, la Regione si vedrà costretta a dover tutelare nelle sedi opportune tutti i professionisti e gli operatori che lavorano con professionalità e correttezza, nel Sistema sanitario regionale”.

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