mercoledì, 5 Ottobre 2022

Aborto, Umbria come Ungheria. Sinistra Italiana: “Criminalizzazione per far nascere sensi di colpa”

"Costringere ad ascoltare il battito del feto prima dell'aborto è un fatto gravissimo, una pressione psicologica brutale", arriva forte la denunciada parte di Elisabetta Piccolotto, di Sinistra Italiana: "In Umbria sta già accadendo quello che succede in Ungheria. Chiediamo al ministero della Sanità di avviare accertamenti".

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“Abbiamo segnalazioni da parte di donne che volevano interrompere la gravidanza e da diverse associazioni femministe, che in Umbria sta già accadendo quello che sta accadendo in Ungheria dove da oggi le donne che intendono interrompere la gravidanza, saranno costrette ad ascoltare il battito del feto“. Con queste parole si è espressa Elisabetta Piccolotti, di Sinistra Italiana, durante una conferenza stampa alla Camera.

“In Umbria non c’è una norma in tal senso e in diversi centri sanitari questa pratica viene eseguita. Alcune donne ci hanno detto che sono dovute andare più volte in ospedale perché nelle prime settimane il battito del feto non era possibile ascoltarlo. Si tratta di un fatto gravissimo, una pressione psicologica brutale, una forma di criminalizzazione tesa a far nascere sensi di colpa“. “Chiediamo al ministero della Sanità di inviare ispettori – continua la Piccolotti -, per accertare che queste segnalazioni corrispondano al vero e se in Umbria e magari in altre regioni c’è questa pratica”.

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