mercoledì, 5 Ottobre 2022

79ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Pier Cortese firma la colonna sonora di “Come le tartarughe”

PIER CORTESE firma le musiche originali del film “Come le tartarughe”, opera prima di Monica Dugo e progetto selezionato e promosso dalla Biennale College Cinema,

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PIER CORTESE firma le musiche originali del film “Come le tartarughe”, opera prima di Monica Dugo e progetto selezionato e promosso dalla Biennale College Cinema, il prestigioso concorso internazionale della Biennale di Venezia per la realizzazione e il sostegno di opere audiovisive, che lo ha scelto quale unico film italiano tra i 4 selezionati quest’anno in tutto il mondo.

Il film, proiettato per la prima volta il 2 settembre all’interno del Programma Cinema 2022, è stato presentato ieri, domenica 4 settembre, in conferenza stampa durante le giornate della 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Sulla colonna sonora e sull’incontro con la regista, Pier Cortese dichiara: “L’incontro della mia musica con il cinema non poteva avere miglior inizio. “Tu non mi manchi” (estratto dal disco “Come siamo arrivati fin qui”) è la canzone portante scelta dalla regista del film “Come le tartarughe”. Un film ispirato, che mi ha coinvolto emotivamente e che ho avuto il privilegio di raccontare musicalmente, scrivendo e componendo l’intera colonna sonora. Spero sarà l’inizio di una lunga serie di collaborazioni tra la mia musica, le mie canzoni ed il cinema.”

È proprio in seguito all’ascolto del brano “Tu non mi manchi”, che Monica Dugo, regista, sceneggiatrice e attrice, ha sentito l’urgenza di contattare il musicista poiché le parole, l’atmosfera e la melodia della canzone sembravano sposarsi perfettamente all’ambientazione della sua sceneggiatura. Da questo incontro è nata l’idea della composizione dell’intera colonna sonora a firma di Pier Cortese, che oltre ad aver prestato la sua “Tu non mi manchi” come tema centrale della soundtrack, ha composto 4 temi di pianoforte, 2 orchestrali, oltre a Landscape e Soundscape per tutto il film.

“COME LE TARTARUGHE” – IL FILM

SINOSSI
Roma, centro storico. Daniele, Lisa e due figli: Sveva, ragazza adolescente. Paolo, sette anni. Famiglia perfetta e una vita che sembra perfetta. Ma non lo è. Daniele un giorno svuota la sua parte dell’armadio e va via.Lo shock e l’impreparazione a un evento simile, ma anche la consapevolezza che l’allontanamento sarà definitivo, sono per Lisa un trauma devastante. E con la calma che la contraddistingue, reagisce infilandosi nell’armadio che trova svuotato.

L’armadio diventa rifugio, nascondiglio, un posto dove sospendere il tempo, dove nascondere il dolore e provare a curarlo. Sveva, adolescente matura ed energica, vede solo l’assurdità della cosa. Pian piano però si avvicinerà a Lisa, accettando il suo comportamento bizzarro, capendo il suo dolore. Paolo sembra non giudicare e il suo legame con la madre non viene meno, è solo stordito, confuso, tenero, dolente. La vita dentro l’armadio è tragica ma allo stesso tempo comica, ed è buffo che sia stata Lisa, all’inizio della storia, ad averlo voluto così spazioso, non certo pensando di abitarlo. Daniele non tornerà a casa, Lisa uscirà dall’armadio: non sarà la fine del dolore, ma il primo passo verso la consapevolezza di doverlo affrontare.

NOTE DI REGIA
Il mio film è partito da un’immagine: un armadio vuoto. Ho pensato se una donna, travolta da un dolore non sostenibile e inaspettato, avrebbe potuto ficcarcisi dentro. Cosa sarebbe filtrato dalle sue fessure e cosa avrei mostrato del suo interno. Spiando la protagonista, mentre nasconde il suo stato d’animo senza colore, attraverso camicette colorate. L’armadio diventa un personaggio, assiste e accoglie, e una volta finita la sua missione può anche morire. In ogni caso, la prima regola che mi sono data è fare le cose molto seriamente ma senza prendersi mai troppo sul serio. Non indugiare sul dolore, farlo sentire ma levare lo sguardo un attimo prima piuttosto che un attimo dopo.

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