sabato, 2 Luglio 2022

“Gas e nucleare non sono green”: Parlamento europeo contro la Commissione UE è scontro

Per gli eurodeputati gli standard tecnici proposti dalla Commissione per includere gas e nucleare tra gli investimenti verdi non rispettano i criteri fissati dal regolamento sulla tassonomia.

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Passo indietro del Parlamento europeo sulla tassonomia, cioè la classificazione per legge comunitaria di che cosa è un investimento ‘green’ e cosa non lo è. Questa mattina, 15 giugno, la commissione Envi e la commissione Econ, due tra le più importanti dell’Aula di Strasburgo, hanno adottato a maggioranza un’obiezione alla proposta della Commissione di includere il nucleare e il gas tra le attività economiche sostenibili, di cui si parla da diversi mesi. Il provvedimento è stato adottato con 76 voti a favore, 62 contro e 4 astenuti.

Il nodo di discussione sta nel fatto che gli eurodeputati, nella risoluzione, riconoscono il ruolo che nucleare e gas potrebbero giocare nella transizione verso un’economia più sostenibile, ma dichiarano che gli standard tecnici proposti dalla Commissione nel regolamento delegato per sostenere la loro inclusione non rispettino i criteri fissati nel regolamento sulla tassonomia. Nel documento si richiede anche che qualsiasi nuovo atto delegato in materia sia soggetto a una consultazione pubblica e a una valutazione di impatto, visto la sua natura economica, ambientale e sociale.

La mossa della Commissione di includere il gas e il nucleare tra le attività di transizione è avvenuto tramite un atto delegato, strumento legislativo usato di solito per materie tecniche. Nel caso in esame, la materia era tecnica ma anche politica. Inoltre la Commissione ha mandato l’atto delegato alle capitali europee la sera del 31 dicembre, quando tutti erano impegnati a festeggiare l’anno nuovo. Se per ‘abbattere’ un atto delegato in Consiglio occorre una maggioranza qualificata inversa di 20 Paesi, quasi impossibile da ottenere, in Parlamento basta una maggioranza semplice, 353 voti. Diverse reazioni sono arrivate dopo le votazioni di questa mattina da palazzo Berlaymont. “Guardiamo con attenzione al voto in plenaria” dichiarano i portavoce dell’esecutivo Ue, riconoscendo che se si dovesse raggiungere la maggioranza necessaria, allora l’atto delegato sarà morto. Se la maggioranza assoluta degli eurodeputati (353) obietterà alla proposta della Commissione, allora l’esecutivo Ue dovrà ritirarla o emendarla. Si attende quindi la plenaria del 4-7 luglio, momento in cui la risoluzione sarà votata.

“Gas e nucleare potrebbero essere ancora necessari per soddisfare i bisogni energetici e utili nella transizione verso un’Ue climaticamente neutrale. Ma di sicuro non sono né verdi né sostenibili. Quindi, non abbiamo avuto altra scelta se non votare contro la decisione di classificarli come in linea con la tassonomia. Abbiamo costantemente insistito su questo con la Commissione” afferma Simona Bonafé del Pd, vicepresidente del gruppo S&D – Socialisti e dei Democratici. Secondo l’Ecr, il gruppo dei Conservatori e Riformisti, con Alexandr Vondra sottolinea che “il nucleare è l’unico modo per fare velocemente la transizione alla neutralità climatica in Europa, quindi non dovrebbe essere svantaggiato nel sostegno finanziario. E nel periodo di transizione avremo anche bisogno di centrali a gas. Dobbiamo essere molto attenti, perché la decisione finale manderà un segnale forte ai mercati finanziari”.  “Il nucleare e il gas sono elementi fondamentali per raggiungere la neutralità climatica, in Europa e soprattutto in Italia. Il voto di oggi rappresenta un passo indietro in questa direzione, che non aiuta a liberare il Paese e il continente dalla dipendenza e dai ricatti di dittatori e autocrati. Dopo anni di scelte sbagliate di Bruxelles in materia di politica energetica, non possiamo permetterci altri errori” proseguono dalla delegazione della Lega.

Di opinione contraria invece i Cinquestelle, sia attuali che ex. Per Fabio Massimo Castaldo e Laura Ferrara, della delegazione pentastellata, “nucleare e gas non possono essere classificati fra gli investimenti sostenibili, semplicemente perché sono due fonti energetiche inquinanti e che producono scorie”. La pensa allo stesso modo anche Ignazio Corrao, che ha lasciato il Movimento per schierarsi con i Verdi/Ale a Bruxelles, “questo è un segnale importante. Non vogliamo gas e nucleare nella tassonomia dell’Ue. Non scenderemo a compromessi sul Green Deal”. In conclusione, se in Parlamento non dovesse raggiungersi la maggioranza, rimane l’ostacolo della Corte di Giustizia, mentre Lussemburgo e Austria hanno già dichiarato da mesi la volontà di portare la Commissione davanti ai giudici per l’atto delegato sulla tassonomia.

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