giovedì, 27 Gennaio 2022

Gas e nucleare in lista green: la Ue sgancia una bomba sull’ambiente

L'Europa chiude un occhio, e anche l'altro. Così, gas e nucleare finiscono nella lista delle energie green. Il concetto di sostenibilità, rimodellato e adattato agli interessi economici dell'Europa, non ha più a cuore le generazioni future. Se ne frega.

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Sostenibilità significa: “Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura”. Una definizione logica, lineare, senza margini di interpretazione. Eppure, sembrerebbe che l’inequivocabile significato di Sostenibilità, possa, in realtà, rimodellarsi per adeguarsi ai compromessi e alle negoziazioni finalizzate a portare avanti gli interessi economici dell’Europa.

Il 31 dicembre, l’Unione Europea ha proposto una bozza della “tassonomia verde”. Vale a dire una lista, o classificazione, degli investimenti ritenuti sostenibili in Europa dal punto di vista ambientale. Una lista che serve a dire agli investitori pubblici o privati cosa sia green e cosa no. Investitori che servono all’Europa per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Ossia, il piano per diventare una società a impatto climatico zero entro il 2050. Ebbene, in questa lista, l’Unione europea ha pensato di attribuire l’etichetta di sostenibile a gas e nucleare.

Il gas naturale è un combustibile fossile poco meno inquinante del carbone. Per cui, il suo impiego non contribuirebbe a rimarginare la crisi climatica in corso. Inoltre, la fase di estrazione comporta la perdita nell’aria di grandi quantità di metano. Un idrocarburo che contribuisce all’effetto serra. Di fatto, potrebbe soddisfare i bisogni della generazione presente. Ma, senza dubbio, comprometterebbe quelli della generazione futura.

Quanto alla sostenibilità del nucleare, i disastri di Cernobyl e Fukushima basterebbero per ricordarci quanto questa fonte di energia possa essere pericolosa anche per la generazione presente, oltre che per quella futura. Chi verrà dopo di noi, dovrà accollarsi il compito di smaltire le scorie radioattive altamente pericolose per la salute e per l’ambiente. Smaltimento per il quale non è ancora stato trovato un metodo risolutivo. Ma l’Europa chiude un occhio e anche l’altro e così, gas e nucleare, senza soddisfare alcun criterio effettivamente sostenibile, finiscono nella lista green.

La Germania ha imposto il suo NO categorico, definendo la proposta avanzata come “truffa delle etichette”. Sulla stessa linea, Austria e Spagna. La Francia, invece, che copre gran parte del proprio fabbisogno energetico con l’energia nucleare, gioisce. Appoggiata da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Romania. E l’Italia? L’Italia dovrebbe rispettare gli accordi di Parigi per raggiungere l’obiettivo “emissioni nette zero” e conseguire l’indipendenza energetica, puntando sulle energie rinnovabili. Eppure, le dichiarazioni pro nucleare del ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, sembrano andare in direzione contraria. Ma gli italiani, non avevano espresso parere contrario all’energia nucleare nel referendum del 2011? A quanto pare, il potere dell’elettorato non gode di alcuna considerazione.

La posta in gioco, ora, è nelle mani del Consiglio Europeo. Per bloccare la proposta di tassonomia occorre che almeno 20 Paesi che rappresentino il 65% della popolazione dell’Unione, esprimano parere contrario sulla proposta. Ammenoché, data la duttilità di cui improvvisamente godono certi concetti, non si voglia aggiustare il tiro sulla definizione di Sostenibilità. “Soddisfare i bisogni della generazione presente fregandosene della generazione futura”. Perché gas e nucleare non sono green e non dovrebbero far parte della tassonomia europea.

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