domenica, 3 Luglio 2022

Ue, resta sospeso il Patto di Stabilità: il Recovery Fund dovrà sorvegliare gli stati membri sulle riforme

Il Patto di Stabilità resterà sospeso fino al 2023. Questa la decisione della Commissione europea, che comunque fornisce indicazioni e avvisa i suoi Paesi membri.

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Il Patto di Stabilità resterà sospeso anche nel 2023. Questa la decisione annunciata dalla Commissione europea. “L’accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina, gli aumenti senza precedenti dei prezzi dell’energia e le continue perturbazioni della catena di approvvigionamento giustificano l’estensione della clausola di salvaguardia generale” che sospende gli obblighi del Patto “nel 2023”, si legge nelle raccomandazioni del pacchetto di primavera del semestre europeo.

Liberi tutti?

La sospensione non è comunque da intendersi come un “libera tutti”, come ha chiarito  il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis, presentando in conferenza stampa a Bruxelles il pacchetto di primavera del semestre europeo. L’Ue avverte i Paesi membri: “Il rapporto tra debito pubblico e Pil ha iniziato a diminuire nel 2021 e si prevede un ulteriore declino, ma rimane un rischio per la sostenibilità fiscale, il settore finanziario e la crescita economica“. Ecco che, a questo punto, sarà compito del Recovery Fund sorvegliare l’operato degli Stati membri sulle politiche economiche e fiscali.

E l’Italia?

L’Italia sta vivendo squilibri eccessivi. Le vulnerabilità riguardano l’elevato debito pubblico e la debole crescita della produttività, in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e alcune debolezze dei mercati finanziari, che hanno rilevanza transfrontaliera“. Questo è il pensiero della Commissione sulla situazione del Bel Paese. Durante la conferenza stampa, è intervenuto anche il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Secondo l’ex Presidente del Consiglio, in Europa le politiche nazionali di bilancio “dovrebbero mettere insieme investimenti più elevati con il controllo della crescita della spesa corrente, il che è naturalmente particolarmente importante per i Paesi ad alto debito, cui si richiede di assicurare una politica di bilancio prudente per il 2023″.

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