venerdì, 20 Maggio 2022

Varese, medici compiacenti per certificazioni farlocche: scoperti 32 falsi invalidi

L’associazione agiva seguendo un collaudato sistema corruttivo, nel quale ciascun componente della stessa era in grado di fornire il proprio contributo affinché l’iter previsto per il riconoscimento di uno stato invalidante andasse a buon fine.

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La Guardia di Finanza di Varese ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini emanato dalla Procura presso il Tribunale di Varese nei confronti di sette persone indagate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e truffa ai danni dello Stato finalizzata a consentire la fruizione a 32 persone dei benefici economici, fiscali e previdenziali derivanti dal falso riconoscimento di una invalidità civile e/o di un handicap. Trentanove, in tutto, le persone coinvolte a vario titolo in reati in danno di Istituti previdenziali.

Il metodo collaudato

Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dai militari del Gruppo di Varese ed avviate a gennaio del 2019 sotto la direzione della citata Autorità Giudiziaria, hanno portato alla scoperta di un’associazione che agiva seguendo un collaudato sistema corruttivo nel quale, attraverso molteplici condotte ed il coinvolgimento di più persone, ciascun componente della stessa era in grado di fornire il proprio contributo affinché l’iter previsto per il riconoscimento di uno stato invalidante andasse a buon fine. In particolare, i militari hanno accertato che, a fronte del pagamento di una somma variabile tra i 5mila e 8mila euro per ciascun paziente, l’organizzazione era in grado di fornire un servizio all inclusive. Vi era infatti chi assisteva il paziente nella presentazione della domanda di invalidità, chi lo metteva in contatto con gli specialisti compiacenti e chi lo accompagnava di fronte alle Commissioni valutatrici.

Le false commissioni Inps

Al richiedente venivano poi consegnati dei certificati medici contenenti diagnosi e informazioni rituali che accentuavano i medesimi quadri menomativi, aggiungendo aspetti altamente invalidanti da avere gravi ripercussioni sulla vita lavorativa, sociale e relazionale. I certificati, redatti senza visitare il paziente e confluiti nella cartella personale dell’istante, venivano esibiti alla commissione valutatrice dell’A.S.L. e, in caso di revisione, a quella dell’I.N.P.S., andando di fatto a condizionare, inevitabilmente, il giudizio espresso. È stato anche riscontrato all’Inps che due medici convenzionati accusati di far parte dell’associazione criminale, procedevano, autonomamente, a istituire, solo sulla carta, false commissioni I.N.P.S. di valutazione, senza che gli altri componenti, spesso loro colleghi, ne fossero al corrente. In seguito, riportando gli esiti di malattie e menomazioni permanenti o croniche inventate, avviavano la procedura online volta a garantire al richiedente i benefici della falsa invalidità.

Una rete criminale in tutta Italia

Il sodalizio criminale operava non solo nell’ambito della provincia di Varese e più in generale in Lombardia, ma aveva interessi e ramificazioni estese sino al sud Italia. Infatti, nel corso delle indagini è emerso anche alcuni richiedenti, seppur residenti fuori Regione, per consentirgli di presentare la domanda di invalidità a Varese, venivano fatti trasferire temporaneamente in zona presso il domicilio di altri invalidi compiacenti. L’importo delle tangenti elargite e suddivise tra tutti i componenti dell’associazione ammonta a circa 400.000 euro, mentre i benefici economici illegittimamente garantiti alle 39 persone prese in esame corrisponde, nel solo periodo di indagine, a circa euro 600.000, senza calcolare quelli fiscali e previdenziali ancora in fase di quantificazione tenuto conto che almeno tre richiedenti sono riusciti ad andare in pensione anticipatamente rispetto ai limiti previsti.

A 13 beneficiari sottoposti, successivamente, a visita di revisione straordinaria da parte dell’I.N.P.S. è stata revocata la percentuale d’invalidità inizialmente riconosciuta, mentre per gli altri 19 è stata sensibilmente diminuita.

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