domenica, 29 Maggio 2022

Fine vita, avanti alla Camera: bocciato emendamento soppressivo del centrodestra

Bocciato l'emendamento proposto da Forza Italia e Lega per affossare la legge Bazoli. Gli interrogativi restano, ma l'esame del provvedimento riprenderà nella seduta di mercoledì 23 febbraio.

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A pochi giorni dalla bocciatura del referendum sull’eutanasia da parte della Consulta, ieri, 17 febbraio, la Camera si è riunita per discutere della legge sul suicidio assistito. Il centrodestra, guidato da Forza Italia e Lega, contrario alla legge, ha proposto due emendamenti identici soppressivi del primo articolo, quindi dell’intero provvedimento. I voti contrari sono stati 262, i favorevoli 126. Poco prima del voto Fratelli d’Italia ha chiesto la possibilità di effettuare la votazione a scrutinio segreto, richiesta accordata da Maria Edera Spadoni, vicepresidente di turno. L’esame del provvedimento riprenderà nella seduta di mercoledì 23 febbraio.

La legge Bazoli

Anche solo analizzandoli da un punto di vista semantico, l’aiuto al suicidio e l’omicidio del consenziente sono temi tra di loro agli antipodi. Le questioni restano comunque legate tra di loro. “Il testo avrebbe aperto all’impunità di chiunque uccida un altro con il suo consenso”, le parole del presidente della Consulta, Giuliano Amato, chiariscono il motivo della bocciatura da parte della Corte Costituzionale. La legge Bazoli (deputato dem) va invece a modificare l’articolo 580 del Codice penale sull’istigazione o aiuto al suicidio, ma pone anch’essa temi non risolti. In primis la platea molto ampia di persone che potrebbero chiedere aiuto per farsi uccidere. In secondo luogo, perché sono circoscritti i limiti all’obiezione di coscienza concessi ai medici. La legge vorrebbe rimanere nel perimetro della sentenza 2019 della Consulta sul caso di dj Fabo.

Ma c’è difformità, a parte sul fatto che la persona che chiede di essere uccisa deve essere sottoposta a trattamenti di sostegno vitali. La sentenza della Corte prevedeva come incostituzionale la punibilità del medico, ma senza obblighi per i medici. La legge Bazoli, invece, capovolge questo principio. Il non obbligo per il medico diventa dovere di prestazione per il Sistema sanitario nazionale, con obiezione di coscienza circoscritta alla sola fase esecutiva. I medici sarebbero cioè obbligati a prendere parte alle fasi preparatorie dell’aiuto al suicidio. La legge presentata, insomma, presenta degli interrogativi ma sembra ci sia la volontà di coprire il buco normativo che sta generando situazioni drammatiche.

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