sabato, 22 Gennaio 2022

Variante Omicron, più contagiosa ma non letale: tutto quello che c’è da sapere

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Il weekend appena passato è stato venato di preoccupazione per la crescente ondata di diffusione della nuova variante Covid, denominata “Omicron”. Tante le dichiarazioni e le fughe di notizie, su cui Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Css, ha fatto chiarezza, dichiarando: “Sappiamo che questa è una variante che ha avuto una diffusione importante in Sudafrica, il tempo che ci ha messo per diventare predominante è largamente ridotto rispetto alle altre varianti, c’è stato un incremento del 260% quasi dei casi in quel Paese: il tutto supporta una maggior contagiosità. Ma non abbiamo nessuna evidenza che possa provocare malattia più grave o sfuggire all’effetto protettivo dei vaccini in maniera importante”.

Le considerazioni di Locatelli, trovano conferma nelle affermazioni del paziente zero italiano, un dipendente dell’Eni. “Considerati i sintomi blandi miei e della mia famiglia, che è stata contagiata e comprende persone tra gli 8 e gli 81 anni, posso dire che l’infezione si è manifestata solo in modo lieve”, ha dichiarato il paziente zero, ingegnere casertano che fa sapere di essere in isolamento e monitorato in maniera assidua da medici e autorità sanitarie. Il paziente contagiato dalla variante Omicron è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino partito dal Sudafrica e proveniente dal Mozambico l’11 novembre scorso. Al momento della partenza non aveva sintomi ed era negativo al Covid.

L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha sottolineato che non ci sono stati decessi per Omicron, finora. Ma sono passati solo 12 giorni dalla scoperta della nuova variante e l’unica certezza, al momento, è che, a dispetto delle chiusure dei vari Stati, Omicron è già arrivata in Europa: casi sono stati accertati infatti in Belgio, Germania, Danimarca, Italia e l’elenco è destinato ad allungarsi. La probabilità di una potenziale, ulteriore, diffusione della variante Omicron a livello globale è infatti giudicata “elevata” dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha inviato una scheda tecnica ai 194 Stati membri.  Secondo l’Oms, “futuri picchi di Covid-19” potrebbero avere “gravi conseguenze”, “a seconda di una serie di fattori, compreso il luogo in cui potrebbero verificarsi questi picchi”.

Angelique Coetzee, presidente dell’Associazione medici Sudafrica e prima a scoprire la variante, ha cercato di calmare gli animi, dichiarando: “I sintomi dell’Omicron, come stanchezza, mal di testa, leggero raffreddore, sono sicuramente diversi da quelli delle altre varianti, ma più lievi: non allarmatevi, la reazione del mondo contro il Sudafrica è eccessiva. Non ci sono evidenze che la variante sia letale”. Infatti, se non ancora è testata la copertura vaccinale contro questa variante, secondo lo scienziato Rino Rappuoli, capo globale ricerca Gsk, “con la terza dose dovremmo arrivare a livelli anticorpali tali da riuscire a coprire anche questa variante”. E se per ora “sappiamo che la terza dose è indispensabile per immunità a lunga durata e per coprire le varianti, tra un anno vedremo se ci sarà necessità di una quarta o quinta dose. Dipende da come vaccineremo il resto del mondo. In Africa appena il 6% della popolazione è vaccinata”.

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