sabato, 23 Ottobre 2021

Covid, pillola antivirale: ricoveri ridotti del 50%

Potrebbe essere la volta che farà tornare l’umanità alla normalità. La pillola antivirale sta producendo risultati positivi.

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Dopo il vaccino, si cerca un modo per ridurre il rischio di ricovero e di morte nei pazienti contagiati. Pfizer così si è messo a lavoro per trovar una soluzione a questo rompicapo, ed ecco qui la soluzione: una pillola contro il covid. In effetti, il farmaco antivirale orale sperimentale molnupiravir risponde ai requisiti richiesti. Esteticamente si presentano come delle piccole capsule marroni che devono essere assunte due volte al giorno per cinque giorni.

I dati sono stati annunciati dalle aziende Msd e Ridgeback Biotherapeutics. Sono i risultati dell’interim analysis della fase III del trial Move-Out. I dati sono molto speranzosi, infatti, il 7,3% dei pazienti che hanno ricevuto molnupiravir sono stati ospedalizzati o sono deceduti entro il 29esimo giorno dal momento della randomizzazione (28/385), sono stati trattati con placebo un 14,1% dei pazienti (53/377). Fino al 29esimo giorno di somministrazione, non si è registrato nessun decesso per chi si è sottoposto al molnupiravir, mentre sono deceduti 8 pazienti che avevano assunto il placebo.

Davanti a questo progresso la Merck accelera i test per portare sul mercato la pillola per il trattamento del Covid-19. Hanno, infatti, annunciato che presto chiederanno alla Fda statunitense di autorizzare in emergenza l’utilizzo del farmaco, molnupiravir, negli Stati Uniti.

Visti i risultati positivi, se questo farmaco venisse accettato, diventerebbe il primo farmaco antivirale per il Covid-19.

Su Twitter diversi volti noti, dicono la loro sul farmaco, tra questi il virologo Roberto Burioni che non nasconde la sua gioia, scrivendo: “Fantastica notizia. Merck ha appena annunciato che un suo nuovo farmaco, somministrato precocemente ai pazienti a rischio con Covid-19, dimezza il rischio di ospedalizzazione e di morte. Per la precisione tra i pazienti che hanno preso il farmaco nessuno è morto”.

Sembrano, così, tutti molto entusiasti e sollevati da questa scoperta che potrebbe finalmente darci la possibilità di tornare a vivere normalmente senza la costante paura di un contatto che si può trasformare in un contagio.

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