lunedì, 27 Settembre 2021

Attacco hacker Lazio, svolta nelle indagini: a rischio tutta l’Italia

L’attacco cibernetico alla regione Lazio sarebbe partito dal computer di un dipendente della Engineering informatica, il colosso del settore che lavora con la pubblica amministrazione italiana.

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Significativa svolta nelle indagini sui pirati informatici che hanno messo in ginocchio il portale della Sanità nel Lazio. In base al quotidiano la Repubblica “l’attacco cibernetico alla Regione Lazio non è partito dal computer di un dipendente regionale, e nemmeno dalla sua controlla Lazio Crea. Ma da quello di un dipendente della Engineering informatica, il colosso del settore che per il Lazio lavorava su un progetto a Frosinone”.

La società, che lavora anche ampiamente con la pubblica amministrazione italiana e con il ministero della Difesa, aveva negato qualsiasi responsabilità subito dopo l’attacco portato dagli hacker.

Intanto gli investigatori, con il supporto fornito da Fbi e Europol, sono a caccia degli indirizzi Ip (l’internet Protocol address) da cui è partito il raid. La Polizia Postale, su delega della Procura di Roma, sta analizzando tutti i dati acquisiti in questi giorni, con l’obiettivo di capire da quale Paese sia partita l’azione criminosa.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, a latere dei lavori del G20 dedicato proprio all’argomento digitale: “Ci sono dei rischi legati a questa trasformazione che proprio in questo giorni si sono visti a livello italiano e internazionale. Dobbiamo lavorare, il governo italiano si sta muovendo”.

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