giovedì, 23 Settembre 2021

Epsilon: ecco la variante che supera le barriere delle difese immunitarie

Il virologo Paolo Fazi, l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, si esprimono sulla variante Epsilon, che presenta ben tre mutazioni sulla proteina Spike, quella che permette l’ingresso del virus nell’organismo umano.

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Dopo le varianti Alpha, Beta, Gamma e Delta, ecco che il Coronavirus assume un “nuovo aspetto” e un nuovo nome “Epsilon”, un’altra variante che desta già la preoccupazione del mondo scientifico e sanitario. Scopriamo il perché.

Epsilon: le caratteristiche della variante

Tra le principali caratteristiche della variante Epsilon, come affermato dal virologo Paolo Fazi, mentre si trovava in commissione Ambiente del Comune di Pescara, la Epsilon “ha già dimostrato di riuscire a superare le barriere delle difese immunitarie”.

È un tipo di variante che risulta più aggressiva nei confronti del sistema immunitario, tanto che “possono ammalarsi anche coloro che già hanno contratto una prima volta il virus da Covid-19 e sono guariti, come i vaccinati”. In provincia di Pescara si sono verificati due casi, sebbene, questa nuova variante, sia diffusa soprattutto nei Paesi del terzo mondo.

La variante Epsilon, scientificamente chiamata B.1.427/B.1.429, è stata identificata per la prima volta in California, negli Stati Uniti, all’inizio del 2021. Solo lo scorso marzo gli è stato attribuito questo nome, dopo essere stata scoperta dal ricercatore biochimico Matthew McCallum, dell’Università di Washington a Seattle, che ne ha parlato in un articolo pubblicato sulla rivista Science.

Dunque, se la Delta ha messo in moto un nuovo rialzo dei contagi soprattutto fra coloro che non sono immunizzati, la variante Epsilon spaventa perché sembra che annulli l’effetto dei vaccini, J&J a parte. L’Epsilon presenta ben tre mutazioni sulla proteina Spike, quella che permette l’ingresso del virus nell’organismo umano. Questo significa che è in grado di intaccare la protezione degli anticorpi. Al momento, solo il vaccino monodose J&J risulterebbe più efficace nella difesa.

L’azienda statunitense produttrice del siero, infatti, ha dichiarato al New England Journal of Medicine che il proprio farmaco “ha dimostrato una risposta immunitaria duratura e ha generato risposte anticorpali neutralizzanti contro la variante Delta e altre varianti di Sars-CoV-2 che destano preoccupazione”.

La variante Epsilon è resistente tanto agli anticorpi generati dall’infezione da malattia Covid, quanto a quelli prodotti grazie ai vaccini a Rna messaggero.

Questa è la conclusione alla quale si è arrivati fino ad ora. Ci si è basati sull’analisi del plasma prelevato da 15 persone vaccinate con due dosi di Moderna, da 33 vaccinate con due dosi di Pfizer-BioNtech e da 9 che avevano avuto l’infezione da SarsCoV2.Q

Lo studio condotto sulla Variante Epsilon

In seguito ad alcuni studi condotti da McCallum su 57 campioni, la variante Epsilon presenta ben tre mutazioni che la rendono resistente agli anticorpi e che si trovano sulla proteina Spike, “l’aggancio” con il quale il virus entra nell’organismo umano.

Secondo quanto affermato da Massimo Ciccozzi epidemiologo e direttore dell’Unità statistica e medica del Campus Biomedico di Roma è evidente che “le tre mutazioni la rendono diversa dalle altre varianti già isolate. La conosciamo da qualche mese e il fatto che non sia ancora dominante rassicura, anche se preoccupa la possibile maggiore resistenza agli anticorpi. Come scritto su Science, la caratteristica è che ha tre mutazioni delle quali due in quello che è chiamato dominio NTD. Queste mutazioni sono capaci di cambiare la struttura della proteina Spike, il che renderebbe possibile una maggiore evasione nei confronti del sistema immunitario. In pratica gli anticorpi la riconoscono di meno“.

Dove è maggiormente diffusa la Variante Epsilon in questo momento

  • Danimarca conta 40 casi,
  • Gran Bretagna e  Germania  10 casi,
  • Francia e Irlanda 7 casi
  • Spagna e Olanda 5 casi
  • Svizzera 4 casi,
  • Norvegia 3 casi,
  • Svezia, Finlandia e Italia 2 casi
  • 1 in Belgio.

Certamente non sono stati raggiunti gli stessi numeri di contagi verificatisi col “primo covid” ma in ogni caso non si scherza; secondo la banca dati Gisaid, la Epsilon nelle ultime settimane si è diffusa in 44 Paesi (a maggio erano 34) dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, all’India e al Giappone.

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