lunedì, 18 Ottobre 2021

Ex Ilva, Consiglio di Stato boccia lo stop del Tar: impianto non si ferma

Lecce aveva stabilito la sospensione della produzione del siderurgico. Una decisione respinta dal Consiglio di Stato. Non c'è nessun pericolo ulteriore per la salute dei tarantini.

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L’ex Ilva di Taranto potrà proseguire la sua attività nell’area a caldo dello stabilimento. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha disposto l’annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce, accogliendo l’appello di Arcelor Mittal e Ilva Spa in amministrazione straordinaria.

Il Tar pugliese, confermando l’ordinanza del febbraio 2020 del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, aveva ordinato l’individuazione, entro 60 giorni, degli impianti interessati dalle emissioni inquinanti, rimuoverne le eventuali criticità e, se ciò non fosse avvenuto, la sospensione delle attività del siderurgico entro altrettanti 60 giorni.

Secondo i magistrati non risulta nulla che proverebbe un imminente pericolo per la salute dei lavoratori e dei tarantini. La sentenza stabilisce che non sono emersi “fatti, elementi o circostanze tali da evidenziare e provare adeguatamente che il pericolo di reiterazione degli eventi emissivi fosse talmente imminente da giustificare l’ordinanza contingibile e urgente, oppure che il pericolo paventato comportasse un aggravamento della situazione sanitaria in essere nella città di Taranto, tale da indurre ad anticipare la tempistica prefissata per la realizzazione delle migliorie” dell’impianto.

Palazzo Spada non nega la grave e persistente situazione ambientale e sanitaria di Taranto, per la quale persino la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia ai tempi della precedente gestione del siderurgico. Nonostante ciò, il Consiglio di Stato non ha evidenziato un pericolo “ulteriore rispetto a quello ordinariamente collegato allo svolgimento dell’attività industriale”.

“Alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’ex Ilva, che chiarisce il quadro operativo e giuridico, il governo procederà in modo spedito su un piano industriale ambientalmente compatibile e nel rispetto della salute delle persone – ha commentato la vicenda il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Obiettivo è rispondere alle esigenze dello sviluppo della filiera nazionale dell’acciaio accogliendo la filosofia del Pnrr recentemente approvato”.

Protestano le associazioni e i movimenti ambientalisti che puntano il dito contro un strategia economica che preferisce “investire sui prodotti invece che sul capitale umano”. “Ancora una volta viene quindi negata giustizia a Taranto“.

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