sabato, 15 Maggio 2021

Covid, l’epidemiologo Bonanni sulle riaperture: “Non sono un liberi tutti”

Il 26 aprile l'Italia riapre, ma il professor Paolo Bonanni avverte, non è ancora il momento di abbassare la guardia e dismettere la mascherina. Dubbi sul

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Dal 26 Aprile l’Italia si sblocca, quasi tutte le regioni si coloreranno di giallo, ad eccezione di 5 regioni in arancione e la Sardegna che rimarrà rossa.

Queste riaperture stanno suscitando preoccupazione nel mondo scientifico e alcuni esperti stanno lanciando dei messaggi di prudenza alla popolazione, come quello rilasciato attraverso le pagine del Corriere della Sera dal professor Paolo Bonanni, ordinario di Igiene dell’Università di Firenze: “Da lunedì sarà cruciale rispettare le misure di prevenzione dei contagi, a partire dall’uso delle mascherine”.

L’epidemiologo è in accordo con le dichiarazioni del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri in merito al possibile aumento dei contagi tra i giovani che non sono vaccinati: “Al contrario non penso che aumenteranno i decessi e le ospedalizzazioni. La campagna vaccinale procede e una quota sempre maggiore di soggetti fragili sarà protetta”.

Bonanni si esprime anche sull’andamento dei ricoveri: “Avremo una riduzione drastica quando almeno il 50% della popolazione sarà vaccinato, allora vedremo anche un calo consistente dei contagi”.

Il professore afferma che nemmeno i vaccinati potranno fare a meno dei dispositivi di protezione: “Sappiamo che i vaccini non sono efficaci al 100 per cento nel proteggere dall’infezione, pur essendo un valido scudo contro le forme gravi e i decessi. Non possiamo escludere che un vaccinato trasmetta il virus ad altri, ecco perché tutti dovremmo continuare a proteggerci, ancora per un po’ di tempo”.

È d’accordo sullo slittamento del coprifuoco: “Spostarlo alle 23 non cambierebbe nulla, permettendo di cenare con più calma”. In ultimo il Professore manifesta delle perplessità per il “green pass” per i vaccinati o per chi ha già contratto la malattia: “È una misura che comporta dei rischi, perché non conosciamo i singoli titoli anticorpali di chi ha ricevuto il vaccino o avuto la malattia. Quindi potrebbero ricevere il ‘passaporto’ anche persone che non sono immuni. La proposta di estendere la card anche a chi ha tampone negativo nelle ultime 48 ore non ha alcun senso, per la ovvia possibilità di sviluppare la positività nelle ore o nei giorni successivi”.

 

 

 

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