sabato, 15 Giugno 2024

Gaza, stasi dei negoziati e nuovi bombardamenti

Altre bombe israeliane cadono su Rafah, Hamas rifiuta la proposta israeliana sugli ostaggi. Sospette dichiarazioni dell'IDF.

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Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Wafa, nella scorsa notte un altro raid aereo condotto dalle forze israeliane contro il campo per rifugiati di Bureij ha ucciso almeno 12 persone. Tra le vittime palestinesi si contano anche due bambini e tre donne. Negli scontri di ieri hanno perso la vita anche due soldati delle Forze di difesa israeliane, il generale Adar Gavriel, di 24 anni, e il sergente Yonatan Elias, di 20.

I non-progressi del negoziato

Di nuovo Hamas ha rifiutato la proposta israeliana riguardante il rilascio di ostaggi, lo riferisce il sito Ynet. Secondo un anonimo negoziatore israeliano, la posizione di Hamas rispetto ai negoziati sarebbe “delirante”, ma le milizie palestinesi avevano recentemente dichiarato che non avrebbero accettato alcuna proposta israeliana. Gerusalemme riferisce che “Israele continuerà a combattere a Gaza con tutte le sue forze”, e che “se Hamas vuole il bene degli abitanti di Gaza dovrebbe rilasciare tutti gli ostaggi israeliani”. Inoltre, sempre da parte israeliana si afferma che “è chiaro che Israele vuole raggiungere un accordo”, mentre Hamas starebbe “forzando il cessate il fuoco”, che però “non accadrà”.

L’accusa della milizia palestinese invece è quella per cui Netanyahu starebbe utilizzando i negoziati come copertura per continuare i massacri a Gaza. La posizione di Hamas sarebbe quella secondo cui il rilascio della la totalità dei prigionieri avverrebbe solo se “l’occupazione fermerà la sua aggressione contro Gaza”.

L’operazione mirata

Secondo quanto riferito da portavoce dell’IDF, le forze israeliane starebbero “per la prima volta conducendo un’operazione mirata contro i miliziani di Hamas nel centro di Rafah”. Grazie al lavoro dell’intelligence, le truppe operanti a Rafah avrebbero localizzato lanciarazzi, tunnel e depositi di armi di Hamas.

Dopo le ultime dichiarazioni da Gerusalemme, secondo cui gli attacchi sui campi profughi a Rafah servirebbero a stanare miliziani di Hamas, che starebbero utilizzando i civili come scudo per nascondersi, queste affermazioni potrebbero destare delle criticità. Infatti solo dopo le accuse dell’opinione pubblica internazionale verso i metodi “genocidari” dell’IDF, confermate anche dai mandati d’arresto richiesti dalla Cpi, si è cominciato a parlare di “operazioni mirate” votate a scovare i terroristi palestinesi. Sembra quasi che ora al premier israeliano serva una giustificazione per portare avanti delle operazioni belliche che sono state definite “criminose” da più parti. Specialmente dopo la rottura interna dell’esecutivo della Knesset che potrebbe far traballare la posizione del governo di Netanyahu.

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