sabato, 15 Giugno 2024

Campania, traffico illecito di rifiuti: dodici arresti per corruzione

Le dodici persone arrestate ricoprono diversi ruoli professionali, indicando la vasta portata dell'organizzazione. Gli amministratori delle aziende coinvolte, gli autisti e i dipendenti dell'impianto di Tufino collaboravano strettamente per realizzare il traffico illecito di rifiuti, danneggiando gravemente l'ambiente e le finanze pubbliche.

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Un’operazione dei Carabinieri del Noe ha portato all’arresto di dodici persone nelle province di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di un’indagine riguardante reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli e corruzione.

L’ordinanza cautelare, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura, si basa su una serie di condotte illecite rilevate durante circa sei mesi di indagini condotte dal gruppo specializzato sul traffico di rifiuti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’indagine è stata avviata nel gennaio 2023, grazie alle segnalazioni di anomalie da parte della Sapna, società interamente partecipata dalla Città Metropolitana di Napoli e responsabile della gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani nell’area metropolitana. Le indagini si sono concentrate sull’impianto di gestione dei rifiuti di Tufino, dove i carabinieri hanno scoperto attività illecite.

Attraverso intercettazioni, video riprese e pedinamenti, è emerso che nell’impianto di Tufino venivano smaltiti rifiuti industriali, non conformi al ciclo di raccolta dei rifiuti urbani. Secondo gli inquirenti, un’associazione a delinquere, composta da amministratori di aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi per la raccolta di rifiuti urbani e dipendenti infedeli dell’impianto, aveva organizzato un complesso sistema per lo smaltimento illecito di questi rifiuti speciali a spese dell’ente pubblico.

Le dodici persone arrestate ricoprono diversi ruoli professionali, indicando la vasta portata dell’organizzazione. Gli amministratori delle aziende coinvolte, gli autisti e i dipendenti dell’impianto di Tufino collaboravano strettamente per realizzare il traffico illecito di rifiuti, danneggiando gravemente l’ambiente e le finanze pubbliche.

L’indagine continua e gli inquirenti stanno lavorando per accertare ulteriori responsabilità e eventuali altre connessioni con il traffico illecito di rifiuti. Questo caso evidenzia l’importanza della vigilanza e del controllo nella gestione dei rifiuti e delinea un quadro preoccupante di corruzione e attività criminale nel settore.

Gli arresti rappresentano un passo significativo nella lotta contro il traffico illecito di rifiuti e la corruzione in Campania, un’area già duramente colpita da problemi ambientali. Le autorità sperano che questa operazione serva da deterrente per future attività illecite e promuova una gestione più trasparente e legale dei rifiuti.

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