sabato, 15 Giugno 2024

Gaza, bombe israeliane su Rafah: parla Crosetto

Le dichiarazioni di preoccupazione del ministro sull'ultima offensiva israeliana su Rafah e sulla condizione dei civili palestinesi

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rilasciato, ai microfoni di SkyTg24, delle dichiarazioni inequivocabili sul conflitto a Gaza. Il ministro piemontese riporta la sua preoccupazione sulla sorte dei civili a Rafah e su come Israele stia affrontando la questione Hamas.

Le parole di Crosetto

“Ho l’impressione che Israele stia seminando un odio che coinvolgerà figli e nipoti”.  “Siamo convinti che Israele dovesse risolvere il problema con Hamas, ma fin dal primo giorno abbiamo detto che questa cosa andava affrontata in modo diverso. Tutti gli Stati sono concordi che su Rafah Israele doveva fermarsi. Non siamo stati ascoltati e ora guardiamo con disperazione la situazione”.

Le preoccupazioni del ministro di FdI sono connesse anche al conflitto tra Russia e Ucraina: “Quello che sta accadendo, in Medio Oriente come in Ucraina, ci dimostra che tutta la comunità internazionale anche quando è unita nel chiedere la stessa cosa alla fine non conta nulla di fronte alla volontà di un singolo Stato che decide di fare un’azione come quella che sta accadendo in Ucraina o adesso a Rafah”.

Secondo Crosetto, l’ultimo attacco dell’IDF su Rafah aggiunge difficoltà ad una situazione già molto pericolosa. “Il popolo palestinese viene compresso senza tener conto delle drammatiche difficoltà e dei diritti di uomini, donne e bambini innocenti che nulla hanno a che fare con Hamas”. La violenza dell’esercito di Gerusalemme “non è più giustificabile”, aggiunge il ministro. La preoccupazione principale del politico di centro-destra resta quella delle sorti della popolazione civile palestinese, abbandonata a se stessa in una situazione umanitaria davvero terribile.

Meloni, Tajani, Crosetto: dialettica politica

Le preoccupazioni del ministro però non trovano terreno fertile presso il suo tavolo governativo. Negli ultimi giorni infatti, se da un lato nell’incontro tra Meloni e il primo ministro palestinese si è ribadita la posizione secondo cui il nostro governo supporta il cessate il fuoco, dall’altro Tajani ha dichiarato che la decisione della Corte penale internazionale è inammisibile. L’Italia si riconferma una nazione il cui governo non ha le idee ben chiare in ambito di collaborazione internazionale. Lo stesso parere era stato espresso qualche giorno fa dall’ambasciatore palestinese in Italia Abeer Odeh.

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