sabato, 15 Giugno 2024

Israele, mandato d’arresto per Netanyahu: i commenti internazionali

Alcune delle voci più autorevoli del panorama internazionale commentano la decisione della Corte penale internazionale.

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Dopo la richiesta di mandato d’arresto internazionale espressa dall’ufficio di Karim Khan, prosecutor della Corte penale internazionale, sono state forti e immediate le risposte di voci in ballo nel conflitto. I primi commenti sono arrivati dai soggetti che sono più coinvolti nello scenario di guerra: Hamas e il governo Netanyahu.

Le risposte al mandato d’arresto

“La scandalosa decisione del Procuratore Generale della Corte penale dell’Aja è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza”. Così tuona il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, che definisce “una vergogna storica” la richiesta dell’ufficio di Khan. Questa equiparerebbe i ministri “democraticamente eletti” del governo israeliano con “gli abominevoli mostri nazisti di Hamas”.

Con la stessa veemenza si è fatta sentire la voce di Hamas. Secondo il gruppo militare palestinese “la decisione della Cpi mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice”, e ciò comporterebbe “la continuazione della guerra di sterminio”. Quest’ultima affermazione trova fondo di verità anche nelle accuse internazionali mosse verso le tattiche di guerra del governo israeliano, che ha utilizzato la paura, la fame e la sete come modi per ridurre ai minimi termini la popolazione civile palestinese.

I commenti internazionali

Non è la prima volta che, nel corso di questo conflitto, l’accusa di “crimini di guerra” viene mossa nei confronti del premier israeliano. Già nel corso delle prime settimane del conflitto fu presentata, presso la Corte internazionale di giustizia, l’accusa di “genocidio” nei confronti del governo Netanyahu. Ma questa volta la questione è diversa: secondo Biden, che più volte ha rifiutato di riferirsi agli atti di guerra israeliani come “genocidari”, “la richiesta del procuratore della Corte penale internazionale di mandati di arresto contro i leader israeliani è vergognosa”. Il presidente statunitense rifiuta totalmente la posizione presa dalla Corte, che comporterebbe una scorretta equiparazione tra il governo “democraticamente eletto” di Netanyahu e i “terroristi” palestinesi. Infatti è proprio Biden a riaffermare che gli sforzi statunitensi saranno “sempre al fianco di Israele contro le minacce alla sua sicurezza”.

Similmente si è espresso il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani che, in linea con la narrazione del governo Meloni, sostiene pienamente Israele e considera inaccettabile la mossa della Corte. Partecipando a “Quarta Repubblica” su Rete 4, il ministro ha affermato che Hamas non è comparabile al governo israeliano in quanto “è la causa di tutto ciò che sta accadendo”.

Dall’estremo oriente Pechino ha espresso un parere più moderato. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin spera che “la Corte penale internazionale mantenga una posizione obiettiva a seguito dei mandati”. La speranza del governo della Repubblica Popolare è che si metta termine alla “punizione collettiva del popolo palestinese”.

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