mercoledì, 12 Giugno 2024

Russia, arrestato anche il vice capo di Stato maggiore: l’ennesimo avvertimento di Putin?

Continua la serie di arresti di alto profilo tra le fila dei militari russi. Stavolta a finire in manette è stato il vice capo di Stato maggiore, il generale Vadim Shamarin, accusato di corruzione.

Da non perdere

Continua la serie di arresti di alto profilo tra le fila dei militari russi. Stavolta a finire in manette è stato il vice capo di Stato maggiore, il generale Vadim Shamarin, accusato di corruzione. Secondo l’agenzia di stampa Tass, Shamarin resterà in custodia cautelare per due mesi e rischia fino a 15 anni di carcere oltre a una multa pari a 100 volte l’importo della tangente, definita “particolarmente elevata”.

L’arresto di Shamarin si inserisce in una scia di detenzioni di alti ufficiali russi nelle ultime settimane. Il 13 maggio è stata diffusa la notizia dell’arresto del capo della direzione principale del personale del ministero della Difesa russo, Yuri Kuznetsov, accusato di aver ricevuto tangenti per 30 milioni di rubli. Il 17 maggio è toccato all’ex comandante della 58ma armata, Ivan Popov, accusato di frode. A fine aprile era stato arrestato anche il vice ministro della Difesa, Timur Ivanov, sempre per corruzione.

Il caso Popov: una vendetta del Cremlino?

Il caso del generale Ivan Popov, arrestato con l’accusa di frode per una truffa da 100 milioni di rubli legata alla vendita di materiali metallici destinati alla costruzione di barriere difensive, ha attirato particolare attenzione. Popov, che aveva un ruolo chiave nella difesa contro la controffensiva ucraina nell’estate 2023 nella regione di Zaporizhzhia, era stato rimosso dal suo incarico già un anno fa, ufficialmente per “errori militari”.

Secondo l’Institute for the Study of War (ISW), think tank americano che monitora il conflitto, l’arresto di Popov potrebbe essere una risposta del Cremlino alle critiche mosse dal generale nei confronti della gestione militare a Zaporizhzhia e dell’ex ministro della Difesa Sergei Shoigu. Popov, infatti, aveva accusato Shoigu di vendetta per aver criticato l’apparato militare. Queste accuse erano emerse in un audio attribuito a Popov, dove denunciava la gestione degli uomini nell’oblast di Zaporizhzhia.

L’ISW suggerisce che il Cremlino abbia scelto di non punire pubblicamente Popov nel luglio 2023 per evitare un’ondata di sostegno pubblico al comandante, già in un contesto delicato segnato dalla rivolta – poi rientrata – della Wagner di Evgeny Prigozhin.

La campagna anticorruzione: una copertura?

L’arresto di Popov, così come quelli di altri alti ufficiali, viene ufficialmente inquadrato nell’ambito di una vasta campagna anticorruzione promossa dal Cremlino all’interno del ministero della Difesa. Tuttavia, osservatori e analisti ritengono che questi provvedimenti rappresentino in realtà degli avvertimenti per tutti i leader militari: chiunque critichi o si discosti dalla linea del Cremlino dovrà affrontare gravi conseguenze.

“Il presidente russo Vladimir Putin preferisce la lealtà alla competenza”, riassume l’ISW, sottolineando come la lealtà al Cremlino sia diventata la principale qualità richiesta ai vertici delle forze armate russe.

Ultime notizie