lunedì, 20 Maggio 2024

IA, intelligenza artificiale e lavoro: quali sono le professioni del futuro

L'intelligenza artificiale preoccupa gli studenti delle superiori, temono di non poter fare il lavoro dei propri sogni. Ma chi vede la tecnologia come un'alleata e non come una nemica non avrà problemi a trovare lavoro, sono molte le nuove professioni legate all'IA che cercano personale.

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L’intelligenza artificiale ormai fa sempre più parte delle nostre vite ed è sempre più richiesta nel mondo del lavoro, per questo motivo chi la vede come un’alleata e non come una nemica, non teme di perdere il posto di lavoro.

La tecnologia evolve e il mondo del lavoro si adatta di pari passo. Fino a 50 anni fa non esistevano professioni come sviluppatore di app, social media manager, graphic designer, sistemista, programmatore di videogiochi, specialista SEO o videomaker. Alcune di queste figure rientrano oggi tra i lavori più ricercati, eppure fino a mezzo secolo fa questi ruoli non esistevano. Chi ha abbracciato il progresso tecnologico non ha riscontrato problemi nel trovare un posto di lavoro, chi ha saputo adattarsi ai cambiamenti è riuscito a farsi strada in un mondo che cambia sempre più velocemente e che, a volte, può spaventare.

Secondo una ricerca condotta da Skuola e ELIS (realtà non-profit che forma personale sul luogo di lavoro) su un campione di 2.500 alunni delle scuole superiori, 1 alunno su 3 teme che l’intelligenza artificiale possa “rubare” il lavoro dei loro sogni e ridurre le proprie aspirazioni. Eppure, sono in pochi che reagiscono alla paura e che decidono di studiare l’intelligenza artificiale per farla diventare una buona alleata per trovare lavoro.

In base a quanto emerso dalla ricerca, le nuove generazioni vedono l’IA come un nemico per la propria carriera. Il 27% degli studenti intervistati vede quest’innovazione come un ostacolo per raggiungere i propri obiettivi, l’8% degli alunni parte già sconfitto e si definisce rassegnato a “rinunciare ai propri sogni per colpa dell’intelligenza artiticiale“. Solo il 19% non teme per la propria “occupabilità”, ritenendosi disposti a studiare e implementare l’uso dell’intelligenza artificiale nelle hard skills da inserire in curriculum vitae.

Indipendentemente da cosa succederà in futuro, sono attualmente in pochi coloro che stanno studiando per non farsi cogliere impreparati. La percentuale degli studenti che si forma concretamente sull’utilizzo delle nuove tecnologie è molto bassa, tenendo a mente che c’è un’enorme differenza tra “smanettare” e “saper usare”. Solo il 28% degli studenti delle superiori si informa costantemente sui progressi compiuti dal machine learning, leggendo articoli e seguendo corsi online.

Gli studenti più lungimiranti sapranno unire le competenze umanistiche a quelle informatiche, dando vita al connubio perfetto per quelli che saranno le professioni più richieste in futuro. Avverà infatti un riscatto delle scienze umanistiche, infatti sono sempre più richieste figure esperte di comportamenti umani per perfezionare sempre di più il machine learning. Forse, per la prima volta da secoli, “umanisti” e “scientifici” non saranno più profili ben distinti e spesso in conflitto tra loro, anzi, la collaborazione tra tech e human sarà sempre più ricercata. E così PHD Media, l’agenzia di comunicazione e marketing di Omnicom Media Group, ha provato a indagare su quali saranno le professioni del futuro: cleanroom developermachine learning creative producerconversational AI developer, game commerce specialist.

Il cleanroom developer è la figura che razionalizza i dati aziendali, rendendoli comprensibili e utilizzabili da macchine e umani. Il machine learning creative producer è chi sa sfruttare software innovativi di produzione creativa per sviluppare sempre più rapidamente e automaticamente nuove applicazioni. Il conversational AI developer è la figura che utilizza diverse tecnologie per dare vita a progetti di comunicazione completamente interattivi. I game commerce specialist sono coloro che creano nuovi livelli di commercio elettronico nei giochi online, a loro ci si affiderà per creare prodotti virtuali legati ai prodotti esistenti e gestire nuove forme di compravendita che utilizzano anche criptovalute.

In conclusione, anche i più avversi al cambiamento dovranno studiare gli strumenti di intelligenza artificiale per tenere il ritmo che lo sviluppo tecnologico detta nel mondo del lavoro. Favorevoli o no, gli annunci delle nuove professioni dilagano sempre più sui portali di ricerca lavoro, sta a noi decidere se osservare da esterni il progresso o farne parte.

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