lunedì, 15 Aprile 2024

Israele, apertura di dialogo con gli Stati Uniti: Benjamin Netanyahu ha accettato di riprogrammare un incontro dedicato a Rafah

Dopo giorni di complesse tensioni, sembra emergere una svolta nei rapporti tra Israele e gli Stati Uniti, con segnali di disgelo dopo la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza.

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Dopo giorni di complesse tensioni, sembra emergere una svolta nei rapporti tra Israele e gli Stati Uniti, con segnali di disgelo dopo la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza. L’atteggiamento di Washington, che non ha posto il veto alla risoluzione, ha innescato l’ira del governo israeliano.

Tuttavia, mentre rimane concreta la prospettiva di un’offensiva delle forze israeliane contro Rafah, si intravede una possibile ripresa del dialogo tra Tel Aviv e Washington. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha dichiarato durante un briefing che l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato di riprogrammare un incontro dedicato a Rafah.

La visita della delegazione israeliana negli Stati Uniti, precedentemente annullata a seguito della risoluzione ONU, sembra ora essere sul tavolo. Secondo quanto riferito da un funzionario americano alla Nbc, l’ufficio di Netanyahu ha comunicato alla Casa Bianca la volontà di riprogrammare la visita.

L’incontro avrebbe come tema centrale l’annunciata operazione a Rafah, oggetto di critiche da parte degli Stati Uniti. John Kirby, portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale americano, ha dichiarato che gli Stati Uniti ritengono un errore una grande operazione di terra a Rafah e auspicano alternative per contrastare Hamas.

Parallelamente, gli Stati Uniti continuano ad impegnarsi nei negoziati per un possibile cessate il fuoco, sebbene restino ancora questioni irrisolte. Matthew Miller, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha sottolineato che nonostante le difficoltà, si ritiene possibile colmare le differenze tra Israele e Hamas.

Nelle stesse ore, gli Stati Uniti hanno sollevato con il governo israeliano la questione del trattamento riservato in carcere a Marwan Barghouti, esponente di spicco di Fatah. Secondo accuse avanzate dalla sua famiglia e dall’Olp, Barghouti avrebbe subito maltrattamenti fisici e psicologici. Il Dipartimento di Stato ha esortato Israele a indagare sulle accuse e garantire il rispetto dei diritti dei detenuti palestinesi.

La questione del rilascio di Barghouti è diventata un tema centrale nei negoziati, con Hamas che lo considera un possibile candidato alla successione di Mahmoud Abbas. Le accuse di maltrattamenti hanno sollevato preoccupazioni internazionali, con gli Stati Uniti che chiedono trasparenza e responsabilità da parte di Israele.

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