lunedì, 15 Aprile 2024

Gaza, Israele accusato di usare la fame come arma di guerra: le accuse di Borrell

Borrell (Capo politica estera UE) ha dichiarato che Gaza non è più sull'orlo della carestia, ma è già in uno stato di carestia che sta colpendo migliaia di persone. Ha sottolineato la responsabilità di Israele in questa situazione, affermando che la fame è stata prodotta dall'uomo e che Israele sta deliberatamente ostacolando l'accesso degli aiuti umanitari alla regione.

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Il capo della politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha lanciato accuse pesanti contro Israele, affermando che il paese sta provocando una carestia nella Striscia di Gaza e utilizzando la fame come arma di guerra. Le sue dichiarazioni sono giunte durante l’apertura di una conferenza sugli aiuti umanitari per Gaza a Bruxelles.

Borrell ha dichiarato che Gaza non è più sull’orlo della carestia, ma è già in uno stato di carestia che sta colpendo migliaia di persone. Ha sottolineato la responsabilità di Israele in questa situazione, affermando che la fame è stata prodotta dall’uomo e che Israele sta deliberatamente ostacolando l’accesso degli aiuti umanitari alla regione.

Secondo Borrell, i bambini sono tra i più colpiti da questa crisi, essendo privi di un rifugio sicuro. Ha sottolineato che più bambini sono stati uccisi a Gaza nei mesi recenti che in tutto il mondo negli ultimi quattro anni, evidenziando la gravità della situazione umanitaria.

Le accuse di Borrell arrivano in un momento critico, con le Forze di Difesa israeliane (IDF) che hanno fatto irruzione nell’ospedale di al-Shifa a Gaza City. Le IDF sostengono di aver agito in risposta a informazioni secondo le quali agenti di Hamas stavano pianificando un’azione terroristica all’interno dell’ospedale. Tuttavia, video condivisi online mostrano l’ospedale in fiamme a causa dei raid israeliani, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza dei civili intrappolati nella struttura.

Le autorità di Gaza hanno rivolto un appello alla comunità internazionale per fermare il “massacro” contro i malati, i feriti e il personale medico all’interno dell’ospedale al-Shifa. Hamas ha condannato il raid israeliano sull’ospedale, definendolo un crimine contro il popolo palestinese e una violazione delle leggi internazionali.

Nel frattempo, Israele ha dato il via libera all’invio di una delegazione in Qatar per riprendere i colloqui con Hamas per un possibile accordo sulla tregua. L’obiettivo dei colloqui è quello di raggiungere una tregua di sei settimane nei combattimenti a Gaza in cambio del rilascio di ostaggi.

Mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione lo sviluppo della situazione a Gaza, le tensioni continuano a salire in Medio Oriente, con colpi di scena come l’attacco attribuito alle milizie filoiraniane contro una base aerea israeliana sulle Alture del Golan e il raid israeliano su un edificio di Hezbollah in Libano.

In questo contesto di crescente instabilità e violenza, gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica diventano sempre più urgenti. La comunità internazionale è chiamata a intervenire per porre fine al ciclo di violenza e garantire il rispetto dei diritti umani nella regione.

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