lunedì, 15 Aprile 2024

Basilicata, le dichiarazioni polemiche e poi le scuse di Pittella: “Siamo come ebrei mandati a morire”

Nel messaggio, Pittella ha paragonato la sua situazione politica alla deportazione degli ebrei durante l'Olocausto, affermando di sentirsi come un "ebreo per loro che deve morire" nel contesto delle trattative politiche.

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Marcello Pittella, pluripotenziario di Azione in Basilicata e ex governatore lucano, ha suscitato polemiche con le sue dichiarazioni su un audio inviato ai suoi collaboratori. Nel messaggio, Pittella ha paragonato la sua situazione politica alla deportazione degli ebrei durante l’Olocausto, affermando di sentirsi come un “ebreo per loro che deve morire” nel contesto delle trattative politiche.

Le sue parole hanno immediatamente scatenato reazioni di condanna da parte di vari attori politici e della società civile, sottolineando la gravità delle sue affermazioni e il loro impatto offensivo.

In particolare, Pittella ha espresso frustrazione riguardo alla decisione di Azione di non poter partecipare alla lista del centrosinistra, citando le critiche di Carlo Calenda nei confronti del Partito Democratico e di Giuseppe Conte. Ha anche menzionato l’opposizione di Azione alla candidatura di Leonardo Bardi, definito una “brava persona”.

Successivamente, Pittella ha inviato delle scuse, attribuendo le sue dichiarazioni a giorni di “stress e tensione emotiva”. Ha sottolineato che le sue parole non erano state volute e ha espresso rammarico per eventuali offese causate.

Inoltre, ha chiarito che le sue affermazioni erano intese a rappresentare il trattamento ricevuto dopo aver governato la regione per il centrosinistra, anziché fare un parallelo diretto con l’Olocausto.

Le scuse di Pittella arrivano dopo la diffusione delle sue dichiarazioni controverse, evidenziando un tentativo di mitigare l’impatto negativo delle sue parole e di ripristinare la fiducia nella sua figura politica.

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