lunedì, 15 Aprile 2024

Elezioni Russia, le diverse opinioni di Salvini e Tajani

Mentre Salvini ha dichiarato e giustificato quanto accaduto in Russia "Quando un popolo vota, ha sempre ragione", Tajani invece ha espresso preoccupazione per le elezioni fatte sotto "pressioni forti e anche violente",

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Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, ha commentato le recenti elezioni in Russia, che hanno visto la vittoria di Vladimir Putin, con un’affermazione che ha destato dibattito e riflessione. Durante un convegno sul trasporto pubblico locale a Milano, Salvini ha dichiarato: “Quando un popolo vota, ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde”.

Il ministro ha sottolineato la natura democratica del processo elettorale, evidenziando l’importanza di accettare il verdetto delle urne. Ha poi aggiunto che, quando si perde un’elezione, è fondamentale cercare di comprendere gli errori commessi e imparare per il futuro. “Ci sono state delle elezioni, prendiamo atto del voto dei cittadini russi, sperando che il 2024 sia l’anno della pace”, ha affermato Salvini.

Tuttavia, Salvini ha anche espresso preoccupazione per alcuni leader europei che sembrano parlare con naturalezza di questioni militari e belliche, citando esplicitamente Emmanuel Macron. Ha ribadito il suo impegno per la pace e ha affermato che la terza guerra mondiale è l’ultima cosa che vuole lasciare in eredità ai suoi figli.

Le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni contrastanti, con Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, che ha sottolineato le pressioni e le violenze che hanno caratterizzato le elezioni russe, escludendo l’opposizione politica significativa come nel caso di Alexei Navalny. Tajani ha evidenziato che queste elezioni non rispettano gli standard democratici internazionali.

Anche la Lega ha rilasciato una nota, sottolineando che, pur riconoscendo il diritto dei russi di votare, non si esprime positivamente o negativamente sul risultato e invita a lavorare per porre fine alla guerra e ritornare alla pace, sottolineando che non c’è nulla da celebrare in tempi di conflitto.

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato le recenti elezioni in Russia, esprimendo preoccupazione per il clima in cui si sono svolte. Tajani ha affermato che le elezioni sono state caratterizzate da “pressioni forti e anche violente”, sollevando dubbi sulla loro conformità agli standard democratici internazionali.

In particolare, Tajani ha evidenziato l’esclusione dell’opposizione politica significativa, come nel caso di Alexei Navalny, e ha fatto riferimento alle immagini dei soldati presenti nei seggi elettorali. Questi elementi, secondo Tajani, sollevano interrogativi sulla regolarità e la trasparenza del processo elettorale russo.

Le sue parole si inseriscono in un contesto di dibattito internazionale sulla validità delle elezioni in Russia e sul rispetto dei principi democratici. Mentre alcuni osservatori hanno sottolineato la vittoria netta di Vladimir Putin come risultato del sostegno popolare, altri hanno evidenziato le critiche riguardanti presunte irregolarità e restrizioni alla partecipazione politica.

Il commento di Tajani riflette la posizione di alcuni Paesi e organizzazioni internazionali che hanno sollevato dubbi sulla regolarità delle elezioni russe e hanno chiesto un’indagine approfondita sulle presunte violazioni dei diritti e delle libertà democratiche durante il processo elettorale.

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